Migranti, il cardinale Montenegro su Diciotti: “Se fossero stati animali li avremmo trattati meglio”

La vicenda della nave Diciotti “mi preoccupa come uomo e come credente. Stiamo ricostruendo un mondo di muri e rischiamo di tornare alla legge del Far West dove il più forte e il più potente decide sui poveri e sui deboli. Ci sono donne e uomini sofferenti su quella nave. A volte mi viene da pensare che se fossero degli animali li avremmo trattati meglio, perché se abbandono un cane in autostrada vengo perseguito, mentre possiamo abbandonare esseri umani in mezzo al mare”. È il monito lanciato in un’intervista a La Stampa dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento. A proposito del braccio di ferro per cambiare le regole in Europa, osserva che “una cosa è cambiare le leggi, chiedere nelle sedi opportune un maggior coinvolgimento dell’Europa, un’altra è farlo sulla pelle di persone deboli. La comunità europea, che appare sempre meno comunità e sempre più Ue intesa come ‘unione degli egoismi’ – sottolinea -, va coinvolta e mi sorprende constatare come tante riunioni, tanti summit, si concludano con un nulla di fatto. Ma, ripeto, non si possono lasciare gli esseri umani in mezzo al mare, o sentirsi a posto con la coscienza perché si sono fatti sbarcare i minori”.

Intanto, sono iniziate negli uffici della Procura di Roma le audizioni del Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, nell’ambito dell’inchiesta sulla nave Diciotti della Guardia Costiera ferma nel porto di Catania. Il capo dei pm agrigentini – come riporta l’Ansa – sta ascoltando, come persone informate sui fatti, alcuni funzionari del ministero dell’Interno.

Nel frattempo, tutto apparentemente tranquillo, sotto un sole già caldo, nel porto di Catania, dove da cinque giorni è ormeggiata nave Diciotti con a bordo 150 dei 190 migranti soccorsi al largo di Lampedusa. Dal pattugliatore della Guardia costiera tre giorni fa sono stati sbarcati 27 minorenni non accompagnati. A bordo ci sono ancora 130 eritrei, 10 migranti delle Isole Comore, sei bengalesi, due siriani, un egiziano ed un somalo. . Oggi alle 17 nel porto è in programma un presidio di un cartello di associazioni regionali per chiedere la ‘liberazione’ di “persone stremate e in precarie condizioni di salute”. Anche stamane sul molo di Levante è presente solamente personale della Guardia Costiera, Polizia di Stato, Guardia di finanza e carabinieri. Nessun volontario o appartenenti alla Protezione civile per l’assistenza allo sbarco.