Minacce ed estorsione da 30mila euro a una donna, arrestato agrigentino

I Carabinieri di Petralia Sottana hanno dato esecuzione al provvedimento di misura cautelare in carcere, emesso dal Gip del Tribunale di Termini Imerese – su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei confronti di Fabio Bellanca, agrigentino residente a Joppolo Giancaxio, 37 anni, volto noto alle forze dell’ordine. L’attività investigativa, condotta dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile in collaborazione con i militari della Stazione di Petralia Soprana, ha consentito di accertare le responsabilità di Bellanca su numerose condotte estorsive fatte, dal mese di giugno ad agosto di quest’anno, ai danni di una donna, classe 1961, di Petralia Soprana.

Le indagini sono iniziate dopo la denuncia presentata dalla vittima presso la Stazione Carabinieri di Petralia Soprana nei confronti di Bellanca, indicato come autore di gravi ed incessanti richieste estorsive rivolte anche con minacce di morte ai suoi danni. La donna, si era decisa a rivolgersi ai militari dell’Arma di Petralia Soprana in quanto ormai esasperata dalla situazione che stava vivendo, divenuta intollerabile a causa delle sempre più pressanti richieste di denaro ricevute da Bellanca e sotto l’effetto delle sue minacce, divenute sempre più serie e preoccupanti al punto da farle temere concretamente per la propria incolumità.

Tutto era iniziato qualche tempo prima, quando l’uomo dopo essere riuscito ad avvicinare la donna con un pretesto, aveva intrapreso con la stessa un rapporto amichevole, ma una volta carpita e conquistata la sua fiducia, era riuscito nel tempo ad ottenere ingenti somme di denaro, per un importo complessivo di quasi 27 mila euro. La vittima, però, atteso che le richieste erano diventate sempre più frequenti ed insistenti, e soprattutto sempre maggiore era divenuto l’importo di denaro preteso dall’uomo, aveva deciso di opporre un suo rifiuto, andando tuttavia incontro ad ulteriori, incessanti e pesanti minacce anche di morte da parte di Bellanca. Quest’ultimo, senza alcuna esitazione, costringeva la vittima a versare mediante 77 vaglia postali la somma di 23.910 euro e ad effettuare in suo favore 22 ricariche postepay, pari a circa 2.736 euro, per un totale complessivo di quasi 27 mila euro. L’arrestato al termine delle formalità di rito è stato tradotto presso la Casa Circondariale “A. Burrafato” di Termini Imerese, a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.