Sciacca si ferma per l’ultimo saluto a Vita Gatto, la procura indaga per omicidio stradale

La chiesa dei Cappuccini, a Sciacca, si trova a poche centinaia di metri dalla casa della famiglia Gatto dove vivono i genitori di Vita, la saccense di 31 anni morta giovedì pomeriggio in un incidente stradale, nel tragico scontro, sulla statale 115, che ha coinvolto tre vetture. Ieri pomeriggio Sciacca si è fermata per l’ultimo saluto alla giovane mamma che lascia quattro bambini. «Non lasciamoci separare dall’amore di Cristo, non pensiamo che questo evento così tragico e doloroso possa allontanarci da Cristo. Altrimenti è come morire due volte». Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, trae spunto dalla prima lettura di San Paolo Apostolo ai Romani fra Michele Barone, che celebra il rito funebre. Un secondo pensiero di fra Michele Barone è tratto dal Vangelo di Marco «La Passione e la Resurrezione di Cristo Insieme». Qui il riferimento ai familiari è diretto quando li esorta a una verità di fede dicendo: «Non pensate Vita morta nel nulla, scomparsa nel nulla, nel vuoto, ma pensatela vivente in Dio, tra le braccia del Padre che l’ha pensata, l’ha voluta e gli restituisce la vita eterna». Una città in lacrime ieri pomeriggio Sciacca con una larga rappresentanza, in chiesa, anche di Caltabellotta, comune nel quale viveva Vita Gatto, con la propria famiglia, già da alcuni anni. «Le nostre lacrime sono piccole gocce d’amore – è scritto nel manifesto funebre della trentunenne – il nostro pianto un mondo per dire che vorremmo che fossi ancora qui con noi, con la tua famiglia, con i tuoi adorati figli».

Ieri ha parlato l’avvocato Aldo Rossi, legale nominato da Pierpaolo Abruzzo anche per i figli. «Il mio cliente rimane ricoverato all’ospedale di Sciacca – afferma il penalista saccense – e attendo ulteriori notizie sulle sue condizioni. La bambina che è rimasta ferita è ricoverata a Messina, ma risponde bene alle cure». Rossi ha effettuato un sopralluogo sulla 115, nel tratto in cui è avvenuto l’incidente che ha coinvolto una Lancia Lybra con a bordo Pierpaolo Abruzzo, Vita Gatto e due bambini, una Citroen DS4 condotta da un settantaduenne saccense e una Fiat Panda. Ricoverato in ospedale, a Sciacca, anche il conducente della Citroen DS4.

La Procura della Repubblica di Sciacca procede per omicidio stradale. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, ma i carabinieri della compagnia di Sciacca hanno fornito al magistrato alcuni elementi dai quali è scaturita una prima ipotesi sulla dinamica dell’incidente. La Citroen DS4 procedeva da Sciacca verso Ribera, mentre la Lancia Lybra e una Fiat Panda nella direzione opposta. La Citroen DS4 avrebbe prima impattato, anche se di striscio, la Panda e poi, frontalmente, la Lancia Lybra. Sull’asfalto non ci sarebbero segni di frenata. Sono già stati sentiti i conducenti delle tre vetture. Secondo quanto trapela dal fitto riserbo pare che le informazioni ritenute più utili secondo gli inquirenti a ricostruire l’accaduto siano arrivate dal conducente della Fiat Panda, un settantaduenne di Sciacca. Lui avrebbe un ricordo chiaro dei fatti. Adesso si attende il lavoro che svolgerà il consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Sciacca. Si tratta di una persona particolarmente esperta che ha già collaborato nel passato con la Procura di Sciacca. Il consulente tecnico dovrà dare alcune risposte precise su fatti che risulteranno fondamentali per accertare la dinamica dell’incidente. Anzitutto stabilire il punto esatto della sede stradale in cui è avvenuto l’impatto ed un’eventuale fase di sorpasso in cui si trovavano uno o più mezzi. E poi risalire alla velocità delle auto. Non meno importante è accertare lo stato in cui si trovavano i mezzi coinvolti.