Squalo a Sciacca, per la procura nessun fatto penalmente rilevante

Nessun fatto penalmente rilevante, non c’è stato maltrattamento per la verdesca che si è avvicinata sabato 18 agosto alla costa saccense e che poi è stata messa sulla banchina dell’area portuale e infine condotta al largo. A queste conclusioni è pervenuta la Procura della Repubblica di Sciacca dopo avere vagliato l’attività d’indagine svolta dalla polizia giudiziaria di Circomare, come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola. La vicenda ha avuto inizio nel pomeriggio del 18 agosto quando la verdesca si è avvicinata alla spiaggia della Tonnara. Subito è stato avvisato il Circomare che è intervenuto sia lungo la spiaggia che in mare con la motovedetta. In serata è arrivata ai pontili e lì, mentre si trovava tra le barche ormeggiate e in evidente difficoltà, secondo quanto ricostruito, alcune persone hanno deciso di portarla sulla banchina. A quel punto qualcuno ha filmato le fasi in cui la verdesca veniva tenuta bloccata e con un bastone impedito che tenesse aperto il muso. Sono intervenute associazioni ambientaliste parlando di “inutile crudeltà, nei confronti di una creatura indifesa”. L’Ufficio Circondariale Marittimo di Sciacca, dopo le numerose segnalazioni relativamente ed avere esaminato il video, ha svolto accertamenti e riferito alla Procura della Repubblica.

L’Ufficio Circondariale Marittimo già nell’immeditazza dei fatti ha precisato di avere intimato di reimmettere in mare la verdesca che è stata portata a largo delle coste saccensi. Il tutto con lo scopo di garantirne la sopravvivenza. E l’animale, come precisato dal Circomare “al momento del riscontro e della successiva liberazione risultava essere ancora vivo”. L’autorità marittima ha avviato delle indagini d’iniziativa e informato prontamente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca per verificare eventuali estremi per l’azione penale relativamente al maltrattamento di animali. La Procura ha aperto un fascicolo e completato il lavoro in brevissimo tempo giungendo alla conclusione che non ci sono fatti di rilevanza penale e che non si ravvisa il maltrattamento di animali sula base di quanto portato all’esame dell’ufficio. In pratica, l’animale è stato messo sulla banchina perché era in sofferenza e poi trattenuto fino all’arrivo, in brevissimo tempo, dei militari del Circomare che hanno assistito alla fase in cui è stato imbracato e portato al largo. Anche nella fase in cui è stato sulla banchina, secondo gli accertamenti eseguiti, non si configura l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali. Nulla di penalmente rilevante. La vicenda dello squalo ha tenuto banco per giorni a Sciacca perché nessuno si sarebbe mai aspettato, alla Tonnara, di vedere quella pinna muoversi praticamente a pochi metri dai bagnanti che hanno lasciato subito il mare avvertendo l’autorità marittima. Prima il fuggi fuggi generale e poi in serata l’animale è arrivato ai pontili del porto. Successivamente, imbracato, portato al largo e liberato.