Foto shooting e selfie con barche migranti a Torre Salsa tra i più ”popolari” su Instagram

Sono tre i barconi dei migranti che si trovano ancora sulla spiaggia della riserva naturale di Torre Salsa e che rischiano di inquinare i luoghi. Una barca si trova sotto Monte Stella; altre due nella zona Fungitelle: una è intera, un’altra è stata distrutta dal mare e ora è sommersa nella sabbia. Sono le “carrette del mare” usate per diversi “sbarchi fantasma” avvenuti durante l’estate 2018 sulle coste agrigentine. In questi giorni le “carrette” rappresentano anche una sorta di attrazione per i turisti, tante le foto e i selfie che circolano su Instagram, dove tante immagini risultato tra le più popolari con l’hashtag #torresalsa che raggruppa migliaia di foto della riserva naturale gestita dal Wwf tra Siculiana e Montallegro.

A bordo di quei pescherecci in legno hanno viaggiato prevalentemente tunisini, quindi migranti economici irregolari che arrivano direttamente in spiaggia senza chiedere aiuto in mare per i soccorsi, come invece fanno i profughi che scappano da altri paesi africani – come Nigeria, Gambia, Senegal, Eritrea per citarne alcuni – in cerca di asilo e protezione internazionale in Europa. Lo scorso luglio diverse barche lasciate dai migranti sul litorale agrigentino sono state rimosse: alcune tra Torre Salsa e Siculiana marina, altre ad Acque Dolci e Giallonardo a Realmonte e Punta Piccola a Porto Empedocle. Le operazioni le operazioni di recupero e smaltimento delle cinque imbarcazioni usate dai migranti per giungere dalla Tunisia fino alle coste agrigentine, svolte dalla Seap, sono state autorizzate dal capitano di fregata, Filippo Maria Parisi, della Capitaneria di porto empedoclina. La Procura della Repubblica di Agrigento ha convalidato i sequestri e ha disposto la distruzione delle imbarcazioni.

L’associazione Mareamico di Agrigento rilancia l’allarme per i barconi di migranti abbandonati nelle spiagge agrigentino come quello arrivato lo scorso 13 agosto dentro la riserva naturale di Torre Salsa. Mareamico ha chiesto agli organi preposti trainarla al porto per evitare un sicuro inquinamento. L’imbarcazione invece è stata sequestrata, e nonostante per una settimana fosse rimasta ancorata e galleggiante, è stata lasciata a marcire e ora risulta arenata. “Questo – dice il responsabile di Mareamico Agrigento Claudio Lombardo – sta comportando un inquinamento dei luoghi (fuoriuscita di carburante, presenza di olio, batterie esauste, legname, plastiche e ferro) e per esperienza sappiamo che rimarrà li per mesi e successivamente verrà rottamata, con le spese a carico dello Stato. Mareamico ha presentato alla presidenza del Consiglio dei Ministri una proposta di modifica della circolare del 13 febbraio 2003, che allo stato attuale impedisce l’affidamento a terzi di queste imbarcazioni”.

“Tale modifica – secondo Mareamico – azzererebbe i costi della distruzione delle barche utilizzate dai migranti per attraversare il Mediterraneo, eviterebbe l’inquinamento ambientale e paesaggistico delle spiagge del Sud della Sicilia e della Sardegna per la presenza di questi relitti e permetterebbe l’attivazione di un grosso numero di occupati nel settore turistico-ambientale. Ed infine, di riflesso, produrrebbe un consistente sviluppo dell’indotto artigianale, collegato al recupero di queste imbarcazioni. Giova ricordare che questa modifica sarebbe a costo zero per lo Stato, anzi a saldo positivo”.