Mafia, Antonella Borsellino: ”Finalmente giustizia per la morte di Passafiume, spero altri familiari possano trovare verità”

“Dai social ho appreso la meravigliosa notizia dell’arresto del killer del fraterno amico di mio padre Diego Passafiume imprenditore ucciso nel 93 dalla mafia a Cianciana piccolo paese dell’entroterra agrigentino. Finalmente i figli Francesco e Gaetano avranno giustizia e il loro papà sarà finalmente dichiarato ufficialmente Vittima Innocente di mafia, status da anni negato dalla Prefettura di Agrigento. Abbraccio Francesco e Gaetano per la loro tenacia e amore verso il padre nonostante tutte le ostilità che hanno trovato. Spero che anche altri familiari fra cui noi famiglia Borsellino possano un giorno avere Verità e Giustizia!”. Lo ha scritto su Facebook Antonella Borsellino, referente del presidio di Libera di Santa Margherita Belìce e Montevago, figlia e sorella di Giuseppe e Paolo Borsellino, imprenditori uccisi a Lucca Sicula nel 1992, a proposito dell’arresto del presunto  killer dell’omicidio dell’imprenditore Diego Passafiume.

I carabinieri del reparto Operativo di Agrigento hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip e richiesta dalla Dda di Palermo, il presunto esecutore materiale dell’omicidio, commesso 25 anni fa a Cianciana, di Diego Passafiume, 41 anni imprenditore nel settore del movimento terra. E’ Filippo Sciara, 54 anni, ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Siculiana (Ag), coinvolto nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Passafiume fu assassinato il 22 agosto del 1993 per non essersi piegato alle regole imposte dalle cosche mafiose sui sub appalti. Dopo una prima archiviazione delle indagini, l’inchiesta era stata riaperta grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. La svolta si è avuta nel luglio del 2017, quando i carabinieri hanno fatto vedere alcune fotografie a dei parenti della vittima che avevano assistito al delitto. Ad accusare l’indagato, arrestato per omicidio premeditato, anche alcuni collaboratori di giustizia.

Diego Passafiume fu ucciso nella mattanza degli anni ‘90 nella Bassa Quisquina: diversi omicidi riconducibili a contrasti insorti per la spartizione degli appalti pubblici. “Una vera e propria guerra tra i gruppi mafiosi – emerse dall’inchiesta Castello – finalizzata ad assicurarsi il controllo di appalti e forniture per la costruzione dell’adduttore della diga Castello, per l’irrigazione dei terreni della valle dei fiumi Verdura, Magazzolo e Platani, i cui appalti sono stati concessi tra il 1991 il ‘92, per un valore complessivo di 400 miliardi. Altri interessi, in relazione ai quali sono sorti fortissimi contrasti, riguardano la realizzazione di opere di metanizzazione relative ai Comuni di  Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana e Santo Stefano Quisquina”. Ma come emerge dalle indagini odierne c’è chi fu ucciso per essersi ribellato ai clan.