Minacce di morte al capo della Procura di Agrigento: busta con lettera e proiettile da guerra al quinto piano di via Mazzini

Una lettera, con minacce di morte e con un proiettile da guerra, è stata recapitata al quinto piano di via Mazzini – sede della Procura – al procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. Nella missiva, secondo quanto si apprende, si fa riferimento al caso della nave Diciotti bloccata con migranti a bordo per 5 giorni per cui è indagato il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. “Zecca sei nel mirino…”, è una delle frasi, scritte con un pennarello nero, contenute nella lettera di minacce. Sulla busta c’è un simbolo di Gladio, l’organizzazione paramilitare clandestina vicina ad ambienti dell’ultradestra. In Prefettura – come riporta l’Ansa – è stato convocato, dal prefetto Dario Caputo, un comitato per l’ordine e la sicurezza. Sull’accaduto ha aperto un’inchiesta la Procura di Caltanissetta. “C’è una spirale – commenta il procuratore Amedeo Bertone – che si innesca quando si alzano i toni, bisogna evitare di farlo perché c’è sempre in giro un pazzo che rischia di entrare in azione”. La Procura di Caltanissetta, competente per territorio, non ha ancora ricevuto la lettera.

Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars, si legge in una nota, “esprime solidarietà al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio per le minacce ricevute e condanna senza se e senza ma ogni forma di intimidazione e violenza”. “Solidarietà e assoluta vicinanza al procuratore Patronaggio e massima vigilanza e responsabilità per il clima d’odio che sta crescendo nel paese”,  dichiara Claudio Fava, Presidente della Commissione regionale antimafia in Sicilia. Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, esprime solidarietà al procuratore della Repubblica della città dei templi, Luigi Patronaggio, per le minacce ricevute: “Un gesto da vigliacchi e da irresponsabili. Massima solidarietà giunga al procuratore Luigi Patronaggio da parte di tutti. È nostro dovere di amministratori e di cittadini condannare ingerenze di ogni tipo e difendere con convinzione la magistratura e la sua autonomia dai malvagi che ritengono a torto di poter condizionare la libertà di azione di un giudice. Sosteniamo uniti il procuratore Patronaggio nello svolgimento delle sue delicate funzioni, il prefetto Dario Caputo e il Comitato per l’ordine e la sicurezza e le forze di polizia nel loro lavoro e la Procura di Caltanissetta nell’inchiesta volta ad individuare gli autori dell’atto intimidatorio. Occorre che tutti i cittadini ritrovino unità, razionalità e responsabilità sociale in difesa delle istituzioni. I magistrati, come ha voluto ricordare oggi il Presidente Mattarella, traggono legittimazione e autorevolezza dal ruolo che loro affida la Costituzione”.