Pensioni, Salvini: ”Obiettivo quota 100 e nuovi posti di lavoro per i giovani”, attese novità anche su Opzione donna e quota 41

Il vicepremier Matteo Salvini conferma gli impegni assunti dal governo gialloverde in materia di riforma pensioni. Le prime misure dovrebbero vedere la luce nelle prossime settimane con la legge di Bilancio 2019. Ecco un post pubblicato oggi su Facebook dal leader della Lega: “Dopo le ingiustizie e le sofferenze causate dalla legge Fornero, la nostra priorità era ed è restituire il diritto alla pensione a milioni di italiani: stiamo lavorando per questo. Obiettivo: quota 100, permettendo così anche l’ingresso di tanti giovani nel mondo del lavoro. Dopo l’immigrazione ora tocca all’economia: dalle parole ai fatti”.

L’attenzione in questi giorni è focalizzata sulla quota 100, data dalla somma tra età anagrafica e anzianità contributiva. Secondo quanto assicurato da Salvini nei giorni scorsi a Porta a porta la misura dovrebbe essere rivolta a chi ha raggiunto 62 anni di età e non 64 com’era stato ipotizzato in un primo momento. Servirebbero per il primo anno dai 6 agli 8 miliardi, come ha spiegato ieri ad Agorà, su Rai 3, il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali Claudio Duregon (Lega). Si resta in attesa della manovra per vedere come sarà effettivamente modulata questa misura previdenziale e quali saranno i costi. Ma in materia di riforma pensioni si attendono anche la proroga del regime sperimentale di Opzione donna e la quota 41 per i lavoratori precoci.

Ecco il piano di riforma pensioni previsto nel contratto del governo Lega-M5s guidato dal premier Giuseppe Conte: “Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. Fornero, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza. Prorogheremo la misura sperimentale opzione donna che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili”.