Inchiesta sulla formazione nell’Agrigentino: Arnone principale indagato, no del tribunale al dissequestro di pc e telefoni

Richiesta di dissequestro rigettata: i giudici del tribunale del riesame confermano il provvedimento e non restituiscono pc, telefoni cellulari, documenti e supporti informatici requisiti durante una perquisizione disposta dalla Procura nell’ambito di un’inchiesta che passa al setaccio l’attività dell’università telematica Niccolò Cusano al centro, secondo quanto ipotizza il pm Chiara Bisso, di una serie di brogli nel rilascio di attestati con valore legale relativi a corsi di varia natura. Come scrive il Giornale di Sicilia oggi in edicola, il principale indagato è il favarese Giuseppe Arnone, 49 anni, uno dei punti di riferimento del settore, molto noto anche per il suo impegno in politica. I reati contestati sono l’associazione a delinquere, il falso, la truffa e l’autoriciclaggio.

L’indagine, datata nel tempo e avviata da due anni nel più fitto riserbo, ha avuto un seguito nei giorni scorsi con il sequestro, da parte della Digos, di documenti e materiale nella disponibilità di Arnone, e di altri quattro indagati che gravitano nello stesso settore. I poliziotti hanno notificato anche gli avvisi di garanzia contestualmente alle perquisizioni che sono state eseguite negli uffici dell’università telematica, nei locali della scuola Federico II di via Mazzini e nelle abitazioni degli indagati. Per il momento le carte sono molto coperte. Gli agenti della Digos hanno eseguito il provvedimento e sequestrato documenti, pc, telefoni e supporti informatici. Gli indagati sarebbero almeno dieci. Cinque di loro, fra cui Arnone, attraverso il loro difensore, l’avvocato Giovanni Crosta, hanno chiesto la restituzione di documenti e supporti informatici sequestrati. L’udienza si è celebrata martedì e ieri i giudici hanno sciolto la riserva rigettando la richiesta di dissequestro.