Inchiesta sulla formazione nell’Agrigentino, Arnone: “Risponderò con rispetto ai giudici, sono tranquillo”

“Cercheremo di rispondere con rispetto, quando verremo chiamati, a conclusione delle indagini, dalla magistratura“. Il responsabile dell’università telematica Niccolò Cusano, Giuseppe Arnone, di Favara, destinatario di un avviso di garanzia in cui lo si accusa di essere il “capo promotore di un’organizzazione dedita al falso, alla truffa e all’autoriciclaggio”, commenta su Facebook la vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto. Come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, nei giorni scorsi la Digos, su incarico del pm Chiara Bisso, ha perquisito la sede dell’università telematica, la scuola Federico II di via Mazzini e le abitazioni di Arnone e di altri quattro indagati.

Sembra che le contestazioni siano relative al rilascio di alcuni attestati con valore legale. L’indagine pare destinata ad avere ulteriori sviluppi, fitto il riserbo degli inquirenti. “Non so ancora – ha aggiunto Arnone – quali sono le accuse precise che gli organi inquirenti muovono, sono tranquillo in quanto ho sempre svolto con passione, dedizione ed impegno il mio lavoro. Leggerò le carte quando ce le daranno, riorganizzerò le mie idee continuando a lavorare più di prima con coscienza e rispetto delle persone che ci hanno dedicato momenti di attenzione”. L’inchiesta, dopo la decisione del tribunale del riesame – al quale si è rivolto il suo difensore, l’avvocato Giovanni Crosta – di confermare il sequestro di pc, cellulari e supporti informatici, sembra giunta al bivio.