VIDEO | Eraclea Minoa, visita guidata al teatro greco e all’antiquarium per le Giornate europee del Patrimonio

Oggi visita didattica nell’area archeologica di Eraclea Minoa nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio. Eraclea Minoa, una città di frontiera e il suo teatro. La storia di Eraclea Minoa a partire dall’antiquarium, ci racconta usi e costumi quotidiani dei greci di frontiera cui non mancava il teatro e le rappresentazioni che oggi sono per noi letteratura e spunto di riflessione su condivisione e accoglienza.

La città ubicata in un luogo ben protetto misurava circa tre chilometri di circonferenza. Le mura appartengono a quattro periodi diversi; quelle più antiche risalgono intorno al 320-313 a.C., periodo il quale la città fu circondata da un muro intervallato da torri, porte e postierle. Il preesistente muro venne ancora più fortificato e furono aggiunti nuovi tratti e la parte orientale venne rinforzata con solide mura. In un periodo successivo la città venne ristretta e fu costruito un nuovo muro nella parte orientale che venne rinforzato durante la prima guerra servile. Il muro disponeva di due porte una nei pressi del teatro e l’altra più a sud. Del possente baluardo della torre si conservano un torrione circolare ed uno quadrangolare, a cui è legato un tratto della cortina muraria con sovrastruttura in mattoni crudi. Il muro di fortificazione si snoda lungo il ciglio meridionale fino a saldare la cinta esterna in prossimità della torre. Il muro è costruito in conci marno-gessosi. Lungo il percorso sono riconoscibili due porte.

Il teatro posto sul punto culminante della collina, risale alla fine del IV° secolo a.C.. E’ in parte scavato nella roccia di tufo, costruito con conci di marna molto friabile e di facile erosione. Presenta le caratteristiche geometriche e strutturali del IV secolo a.C. con la sua cavea semicircolare rivolta verso il mare. Ha un diametro di 33 metri, è diviso i nove settori da otto scalette, per un numero di dieci ordini di sedili, preceduti dai seggi con spalliera e braccioli. Successivamente venne trasformato ed ingrandito. Sulla collina sovrastante il teatro sono state scoperte le vestigia di un santuario ellenistico e sono state localizzate due necropoli una arcaica (fine VI secolo a.C.) e l’altra ellenistica (fine IV secolo a.C.).

La città aveva una sistemazione urbanistica a terrazze attraversate da strade parallele. Dell’abitato sono state individuate e distinte fasi diverse. Sono presenti case risalenti al I secolo a.C. costruite con pietre e mattoni seccati al sole, sovrapposte ad abitazioni del III e II secolo a.C. Il primo strato di superficie dell’abitato risulta costituito da piccoli edifici formati da una struttura irregolare; mentre al di sotto dell’impianto di primo strato sono stati trovati resti di un impianto più antico datato IV°- III° secolo a.C. La pianta originaria era di tipo regolare, ad un solo piano, costituita da un cortile centrale scoperto, circondato da otto ambienti. L’accesso veniva dalla strada mediante un corridoio fiancheggiato da un vano bottega.

Le costruzioni di una seconda fase presentavano abitazioni alle quali si accedeva dalla strada tramite un corridoio, intorno al quale erano disposte sei vani ed un settimo utilizzato come bottega. Questo tipo di case avevano un piano superiore che era destinato ad abitazione, mentre il piano terra comprendeva i vani di servizio e i magazzini. Successive abitazioni erano costituite da un corridoio di accesso dalla strada, comprendevano due grandi vani rettangolari, piccoli vani di servizio ed un ambiente aperto. Questo tipo di abitazione fu riutilizzato nel II°-I° secolo a.C. con sopraelevazione. All’ingresso della zona archeologica si trova l’antiquarium dove sono custoditi interessanti reperti quali ceramiche, terrecotte, corredi tombali, statuette arcaiche di dee siciliane, una bellissima testa muliebre del IV secolo a.C., e frammenti di ceramiche iberiche del periodo neo-eneolitico provenienti dalle abitazioni della città arcaica ed ellenistica. (www.comune.cattolicaeraclea.ag.it)