“Guida turistica Feltrinelli denigra Agrigento”: scoppia la protesta, l’intervento del sindaco Firetto

“Chiederò alla prestigiosa casa editrice Feltrinelli di proporre a Ros Belford una riscrittura della guida sulla Sicilia più rispettosa della genuina e generosa gente di Agrigento e di Sicilia, che non merita di certo di esser qualificata in questo modo. Soprattutto non lo meritano i tanti lavoratori che onestamente e tra tante difficoltà si guadagnano da vivere. Tutti possono impegnarsi a fare meglio e di più per rendere più bella e accogliente Agrigento, ma la città non corrisponde per niente a come viene descritta. Da noi l’ospitalità è sacra da 2600 anni, dai tempi del munifico Gellia, e non sarà una singola esperienza a compromettere la reputazione degli agrigentini. Siamo pronti ad ospitare Belford per dimostrargli quanto si sbaglia”. Così il sindaco Lillo Firetto in merito alla vicenda della guida turistica della Sicilia pubblicata da Feltrinelli denigratoria della città.

“‘Agrigento ha uno scarso senso d’identità. Le statistiche del governo indicano che Agrigento è una delle città più povere d’Italia e non risulta una sorpresa apprendere che qui gli atteggiamenti di tipo mafioso sono ben radicati. Nessun pericolo per i turisti, solo una maggiore tendenza tra i ristoratori, rispetto al resto della Sicilia, a perpetrare piccole truffe’. Pressapochismo e luoghi comuni, ecco quanto si può trovare all’interno di una guida turistica edita da Feltrinelli dedicata alla Sicilia. La guida, che fa parte della collana Easy Rough Guide, è piena di passi sconcertanti come quello appena citato, un’offesa ai commercianti onesti, a coloro che credono nel lavoro, a quelli che si sono battuti per anni affinché il buon nome della Sicilia non venisse necessariamente affiancato alla parola mafia. Considerazioni false ed offensive, una diffamazione che ha suscitato non poca indignazione”, ha scritto in una nota il presidente della Confcommercio Sicilia, Francesco Picarella, preannunciando delle “azioni legali nei confronti della guida edita da Feltrinelli, con la chiara ed ovvia motivazione di reato di diffamazione”.

“E’ grande la nostra rabbia – ha detto Picarella – nei confronti di una guida che adopera un linguaggio offensivo, figlio di stereotipi razzisti che per troppo tempo hanno penalizzato e spesso condannato col marchio di infamia un territorio ricco di risorse e di persone perbene, che da anni si impegnano quotidianamente per superare quei problemi che affliggono questa comunità, ma che in buona parte sono stati superati. Invito anche il sindaco Firetto – continua Picarella – ad unirsi alle azioni di Confcommercio per la salvaguardia e tutela dell’immagine della nostra città. Una vera e propria propaganda ‘antimeridionale’ che non ha colpito soltanto la Sicilia. Difatti, diverse denunce e segnalazioni sono partite anche da Caserta, Benevento e Napoli, località a loro volta diffamate dalla guida ‘Italia del sud e isole’, anch’essa edita da Feltrinelli, anch’essa facente parte della collana ‘Easy Rough Guide’”.

“Il fatto che la città di Agrigento venga indicata come una delle città più povere d’Italia non autorizza nessuno a scrivere che qui da noi gli atteggiamenti mafiosi sono ben radicati e soprattutto – dichiara Gabriella Cucchiara, presidente Fipe Confcommercio – a far passare il messaggio a dir poco forviante che i ristoratori agrigentini tendono a truffare i turisti. Gli operatori del settore sono rimasti indignati dalle accuse a loro rivolte. È grave etichettare in malo modo un’intera classe di ristoratori la cui stragrande maggioranza, facendo di tutto per soddisfare turisti e visitatori, eccelle nel proprio lavoro raccogliendo migliaia di feedback positivi. Le accuse di truffa risultano quindi ingannevoli e, oltre a recare danno per l’immagine di tutta la città, offrono al lettore un servizio pessimo. Semmai, la guida dovrebbe indicare, citando anche la fonte, quali e quando i ristoranti hanno ingannato i turisti”. Certi di una grave svista, Gabriella Cucchiara, in rappresentanza di tutti i ristoratori agrigentini, “chiede ai responsabili della guida in questione una formale smentita e le dovute scuse alla città intera”.

Sulla vicenda si è espressa anche il giornalista del Tg5 Carmelo Sardo, che su Facebook ha scritto: “Apprendo che in una guida turistica edita da Feltrinelli, della collana Easy Rough Guide, dedicata alla Sicilia, viene riservato un trattamento ad Agrigento che neppure il più torvo commentatore anonimo si azzarderebbe a fare, per quanto deluso da una vacanza o da una cena in un ristorante della città dei templi. Leggo passaggi così insulsi e deprecabili (eufemismi), da denuncia penale. Come commentare per esempio frasi come questa? “…non risulta una sorpresa apprendere che qui gli atteggiamenti di tipo mafioso sono ben radicati. Nessun pericolo per i turisti, solo una maggiore tendenza tra i ristoratori, rispetto al resto della Sicilia, a perpetrare piccole truffe”. Questa non è solo ignoranza. Questa è malafede; è diffamazione. Pertanto esorto il sindaco di Agrigento Lillo Firetto e tutte le istituzioni della città, a protestare energicamente,a rivendicare ampie rettifiche e a promuovere un’azione legale contro l’autore e l’editore della succitata guida. Vergogna.