Omicidio stradale a Siculiana, a giudizio realmontino

Prende il vecchio motorino del nonno e va a farsi un giro schiantandosi contro un’automobile. Secondo la Procura, Massimiliano Spataro, 51 anni, di Realmonte, avrebbe potuto frenare in tempo, tenendo una condotta di guida più prudente, e quindi il piccolo Samuele Miceli, 8 anni, di Siculiana, avrebbe potuto salvarsi. Come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, il giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Alessandra Russo, ha disposto il suo rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio stradale. La tragedia, che scosse non solo la provincia di Agrigento, è avvenuta il 16 agosto di due anni fa lungo la vecchia strada fra Siculiana e Montallegro. In un primo momento furono tre le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento.

Sotto inchiesta finirono anche i genitori del piccolo ai quali si contestava, in un primo momento, di non avere vigilato adeguatamente. Le responsabilità a loro carico, comunque, sono state escluse. La Procura, invece, attraverso alcuni accertamenti tecnici ha individuato nella condotta di guida di Massimiliano Spataro, che era alla guida della Volkswagen Passat, la causa dell’incidente. Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, l’imputato – difeso dall’avvocato Salvatore Maurizio Buggea – non avrebbe tenuto una condotta di guida prudente. Per questo non sarebbe arrivato a frenare in tempo. Alla richiesta di rinvio a giudizio si era associato l’avvocato Giuseppe Piro, difensore dei familiari del bambino che si sono costituiti parte civile e otterranno il risarcimento del danno in caso di condanna dell’imputato. La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 6 dicembre davanti al giudice monocratico Agata Anna Genna.