Trash Art, in mostra a Siculiana Marina il 5 ottobre opere realizzate ad Eraclea Minoa

L’associazione ambientalista Marevivo – nell’ambito del concorso “Marine Litter Art 2018” già realizzato dal 10 al 16 settembre ad Eraclea Minoa con la collaborazione dell’Agenzia Nazionale dei Giovani e di Fondazione Sicilia – organizza la mostra delle opere realizzate durante il concorso a Siculiana Marina presso la sede del Centro di Educazione Ambientale “Francesco Alaimo” . La mostra sarà inaugurata il prossimo 5 ottobre in occasione dell’incontro organizzato dal Gal Sicani per la presentazione delle Misure del Piano di Azione Locale ed i bandi di attuazione. La mostra rimarrà esposta fino al 30 novembre a disposizione delle scuole, previa prenotazione da effettuare attraverso il sito marevivosicilia.it o telefonando al n.3347059354

Opere di Trash Art realizzate esclusivamente con i rifiuti rinvenuti presso la spiaggia della riserva della Foce del Fiume Platani, lungo la costa sicana della Sicilia meridionale. Questo il veicolo comunicativo scelto dall’associazione ambientalista per denunciare i rischi ambientali e promuovere l’immenso patrimonio naturale che caratterizza le aree comprese tra Capo Bianco e la riserva di Torre Salsa, già riconosciute come siti di interesse comunitario (SIC). Nove le sculture realizzate nell’ambito della prima sezione del concorso e sei i progetti della seconda sezione dedicata alla fotografia. A queste produzioni si sono aggiunte le cinque opere fuori concorso realizzate dai tutor che hanno guidato i giovani concorrenti nell’elaborazione artistica dei loro progetti. Tra loro l’artista di origini siciliane, Giuseppe La Spada, visual artist e unico italiano ad essere insignito del prestigioso premio Webby Award, con il progetto web ecologico del sito “Mono No Aware”. L’artista è anche membro dell’Accademia Internazionale delle Arti e delle Scienze Digitali (New York), del Club Art Director Italiano (2010-11), professore di Animazione digitale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e professore di direzione artistica presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. La Spada ha realizzato una installazione di ghiaccio dal titolo “Fift From Planet Earth”, che sotto il calore del sole si è sciolta sulla spiaggia di Eraclea Minoa, rilasciando i molteplici pezzi di plastica inseriti al suo interno; l’autore ha voluto raffigurare così il rischio che corrono tutti gli elementi vitali del nostro Pianeta e principalmente “l’acqua”.

Accanto all’artista siciliano altri quattro tutor: Marco Paolini (fotografo), Tommaso Franchi (fisico ed artista) Nicola Spanò (artigiano artista) e Giuseppe Sinaguglia (esperto di bioarchitettura). Venti i giovani artisti e concorrenti selezionati da Marevivo, che hanno partecipato all’iniziativa dando vita ad una mostra caratterizzata da forti contenuti di tutela ambientale. I partecipanti sono arrivati da più regioni italiane, ma la partecipazione più cospicua è giunta dalla Sicilia con Ivana Ciaccio, Fabrizia Capostagno, Ambra Favetta, Beatrice Di Vita da Sciacca, Silvia Pirrotta, Roberto Romeo, Riccardo Bozzotta, Guglielmo Brancato da Palermo e Andrea Gandini e Cristina Aielli da Roma. Sempre dalla Sicilia e più precisamente dalle comunità Arcobaleno di Sciacca e dal Centro SPRAR – Acuarinto di Realmonte (AG) hanno partecipato Alieu Kassama (Gambia) Marco Cosentino e Andrea Cosentino (Caltanissetta) Fabrizio Ciuffo (Partinico), Balde Mourtar – Senegal, Bakary Manneh – Gambia. Estremamente toccanti le relazioni che sono nate tra i giovani artisti e i ragazzi ospiti delle comunità che hanno aderito al progetto e che si sono cimentati nella creazione di due opere. “Importantissima l’esperienza vissuta dai nostri giovani concorrenti, non solo dal punto di vista artistico ma anche sotto il profilo umano, attraverso il confronto che si è instaurato con altri giovani che vivono il disagio sociale e razziale “– afferma il direttore e ideatore dell’iniziativa Mariella Gattuso – e lo stare insieme ha dato a questi giovani l’opportunità di conoscere il difficoltoso e talvolta doloroso percorso di vita che i coetanei hanno dovuto affrontare per giungere in Italia o per sfuggire alle devianze. Solo il contatto diretto ha consentito loro di comprendere a fondo il disagio che vivono e nello stesso tempo di cogliere le speranze che nutrono in un futuro migliore”