Montallegro, scontro sull’aumento della tassa sui rifiuti e le “bollette pazze”

“Istituire una commissione d’indagine per fare luce sull’aumento della tassa sui rifiuti e sull’emissione di bollette pazze”. A chiederlo, in una lettera indirizzata al presidente del consiglio comunale di Montallegro, è il gruppo consiliare di opposizione. “Considerato che siamo stati avvicinati da molti nostri concittadini esasperati per l’arrivo delle bolletta della Tari e visto che esaminandone qualcuna ci siamo resi conto che gli importi sono davvero insostenibili e alquanto non veritieri – scrivono i consiglieri Giovanni Cirillo, Delia Todaro e Giovanni Panarisi – chiediamo che venga istituita una commissione d’indagine, come previsto dall’articolo 9 del Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale in modo da poter fare chiarezza su un argomento di interesse pubblico”. Il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Iacono, ha convocato per oggi alle ore 18 una conferenza dei capigruppo allargata a tutti i consiglieri per discutere dell’istituzione della commissione d’indagine. Intanto, la consigliera comunale di maggioranza Rosa Iatì (Pd) “sollecita il sindaco ad intraprendere in tempi celeri le dovute iniziative per utilizzare i fondi previsti dalla mitigazione ambientale a seguito dell’accordo raggiunto tra i comuni di Siculiana e Montallegro sulla quarta vasca della discarica di contrada Matarana. Parte di questi fondi sarebbe necessario utilizzarli per sgravare la tassa dei rifiuti oggi troppo esosa per le famiglie”.

Il sindaco Rina Scalia, che non intende ulteriormente replicare all’opposizione, già nelle scorse settimane, in un comunicato stampa, ha spiegato “come è avvenuto l’adeguamento della Tari: il costo totale del servizio nel piano finanziario per l’anno 2018 ammonta a 588.000 euro a fronte di un gettito Tari derivante da ruolo del 2015 di  466.000 euro. Perché l’aumento: a partire dal 1° maggio 2018 chiude la discarica di Matarana, da quel momento i rifiuti indifferenziati vengono conferiti prima a Lentini (come disposto da un’ordinanza del presidente della Regione) e poi ad Alcamo (come previsto da una seconda ordinanza), ciòha determinato un aumento dei costi derivanti dal trasporto e conferimento, che da 110 euro sono passati a 226 euro per tonnellata più 854 euro di trasporto settimanale.  Per l’organico dal 1° febbraio siamo passati da 85 euro a tonnellata (nell’impianto della ditta Giglione di Joppolo Giancaxio ad oggi chiuso) a 150 euro a tonnellata nell’impianto della Seap a Lercara, più 350 euro di trasporto settimanale. Tutto ciò – ha proseguito – ha determinato un aumento di 150.000 euro circa del costo del servizio. Da qui la necessità, malgrado la contrarietà di tutta la maggioranza, di aumentare la Tari a salvaguardia della stabilità di bilancio ed al fine di evitare un dissesto finanziario. Gli uffici – ha sottolineato il primo cittadino – avevano proposto un aumento da 90 a 230 euro, la maggioranza, con un emendamento, ha ridotto l’aumento portandolo da un minimo di 40 euro ad un massimo di 113 euro a famiglia spalmato su quattro rate”. Per quanto riguarda le “problematiche sulla bollettazione Tari  l’amministrazione si è già attivata con l’apertura straordinaria di uno sportello ad hoc”.