Processo Icaro, la difesa: ”Vincenzo Marrella non è un boss e non fa parte di Cosa nostra”

«Nessun pentito, neppure Maurizio Di Gati, si ricorda mai di lui. Non è mai stato intercettato fino alla fase finale delle indagini, la verità è che non ha mai fatto parte di Cosa Nostra né con ruolo di semplice affiliato né di capo». Con l’arringa dell’avvocato Antonino Gaziano, che ha chiesto l’assoluzione di Vincenzo Marrella, 63 anni, nei cui confronti il pm della Dda Claudio Camilleri ha chiesto la condanna a 20 anni, si sono concluse le discussioni del processo scaturito dalla maxi inchiesta Icaro che, fra il dicembre del 2015 e i mesi successivi, ha fatto scattare una quindicina di misure cautelari. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, giudici della prima sezione penale presieduta da Pietro Falcone hanno rinviato l’udienza di sette giorni: venerdì, dopo l’eventuale replica della difesa, il collegio si ritirerà in camera di consiglio ed emetterà il verdetto a carico dei 12 imputati che non hanno chiesto il giudizio abbreviato.

L’altro troncone del processo, infatti, è giunto all’appello. In questo stralcio, lo scorso 20 luglio, il pm ha chiesto dieci condanne. Per Ciro Tornatore, morto a 82 anni dopo il rinvio a giudizio, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Cianciana, è stata chiesta una sentenza di non doversi procedere. Assoluzione, dall’accusa di associazione mafiosa per Pasquale Schembri, 54 anni, di Montallegro. Gli imputati sono ritenuti affiliati delle famiglie mafiose di un ampio versante della provincia in una fase di riorganizzazione dopo le catture degli ultimi latitanti Gerlandino Messina e Giuseppe Falsone.

Ecco il dettaglio delle richieste di condanna: Antonino Abate, 32 anni, di Montevago, 20 anni di reclusione; Carmelo Bruno, 50 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni; Vito Campisi, 48 anni, di Cattolica, 8 anni; Roberto Carobene, 41 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni; Antonino Grimaldi, 58 anni, di Cattolica, 20 anni; Stefano Marrella, 62 anni, di Montallegro, 20 anni; Vincenzo Marrella, 44 anni, di Montallegro, 16 anni; Vincenzo Marrella, 63 anni, di Montallegro, 20 anni; Gaspare Nilo Secolonovo, 50 anni, di Santa Margherita, 6 anni (chiesta la condanna solo per armi e non per mafia) e Francesco Tortorici, 39 anni, di Montallegro, 16 anni. Vincenzo Marrella, secondo il pm, sarebbe stato il capo della cosca di Montallegro. «Nelle conversazioni intercettate – ha replicato ieri l’avvocato Gaziano – si parla realmente di uova e pastorizia, non c’è nessun messaggio cifrato».