“Icaro”: pene per un secolo a boss agrigentini, negli atti del processo un incontro con Messina Denaro

Il boss si fidava di lui ciecamente. Tanto da parlare liberamente, al suo cospetto, dei suoi incontri con il superlatitante Matteo Messina Denaro. Antonino Abbate, autista e fedelissimo del capomafia Piero Campo, oggi è stato condannato a 16 anni per associazione mafiosa dal tribunale di Agrigento che ha dato pene pesantissime anche ai coimputati: mafiosi delle “famiglie” della provincia agrigentina finiti in carcere nel 2016 nell’operazione Icaro. Agli atti del processo – come riporta l’Ansa – è finita un’intercettazione di una conversazione tra Piero Campo e il capomafia di Sambuca di Sicilia Leo Sutera in cui Campo raccontava di aver incontrato Matteo Messina Denaro.

Ecco le condanne: Antonino Grimaldi, 58 anni, di Cattolica Eraclea, 16 anni; Vito Campisi, 48 anni, di Cattolica Eraclea, 10 mesi; Francesco Tortorici, 39 anni, di Montallegro, 16 anni; Vincenzo Marrella, 63 anni, di Montallegro, 20 anni; Vincenzo Marrella, 44 anni, di Montallegro, 16 anni; Stefano Marrella, 62 anni, di Montallegro, 20 anni; Antonino Abate, 32 anni, di Montevago, 16 anni di reclusione; Gaspare Nilo Secolonovo, 50 anni, di Santa Margherita Belice, 5 anni e 6 mesi; Carmelo Bruno, 50 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni; Roberto Carobene, 41 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni.

L’unica assoluzione di oggi è quella di Pasquale Schembri, 54 anni, di Montallegro. Sentenza di non doversi procedere per Ciro Tornatore, morto lo scorso gennaio a 82 anni, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Cianciana.