”Post su Tari 2018 diffamatorio e calunnioso”, sindaco di Montallegro denuncia capogruppo dell’opposizione

Il sindaco di Montallegro, Caterina Scalia, su mandato della giunta comunale che nei giorni scorsi ha disposto un’apposita delibera, ha presentato alla procura della Repubblica di Agrigento e ai carabinieri della locale stazione una querela “per diffamazione e/o calunnia o altro reato che dovesse ravvisarsi nel caso in specie”, a tutela dell’immagine e delle funzioni istituzionali del Comune nei confronti del capogruppo consiliare dell’opposizione Giovanni Cirillo e delle “altre persone che si dovessero ritenere responsabili di comportamenti in violazione della legge”.

La querela riguarda il post pubblicato su Facebook dal consigliere Cirillo in data 5 ottobre con il titolo “Incredibile ma vero! Brividi. A munnizza arriva alla squadra femminile Asd Montallegro Butterflies” pubblicato con modalità “visibile a chiunque”, in merito ad un avviso di pagamento TARI 2018, recapitato, secondo l’autore del post, alla squadra sopra indicata. A proposito di “altre persone” nella querela, così come nell’atto d’indirizzo della giunta, viene spiegato che nel post in questione sono stati taggati i consiglieri Giovanni Panarisi e Delia Todaro.

Secondo il sindaco e la giunta il post del capogruppo dell’opposizione “si caratterizzava per il contenuto falso e diffamatorio nei confronti dell’attività dell’attuale amministrazione comunale, poiché intendeva addebitare agli amministratori un comportamento discriminatorio nei confronti di un’associazione sportiva di cui lo stesso consigliere Cirillo ne è, peraltro, allenatore oltre che principale sostenitore”. L’avviso di pagamento, pubblicato mediante foto, però risulta essere intestato ad altra associazione.

Secondo quanto denunciato dal sindaco “il post pubblicato in questo preciso momento, in cui si sono verificate problematiche sulla bollettazione TARI, rispetto alle quali l’amministrazione si è già attivata con l’apertura straordinaria di uno sportello ad hoc per accogliere i reclami degli utenti ed effettuare verifiche, provoca ulteriore agitazione nella collettività, incita al non pagamento della tassa sui rifiuti ed ha il solo fine di mettere in cattiva luce e criminalizzare l’amministrazione comunale ed il suo operato”.