La Lega non ha preso bene il plauso di Di Maio al no alla Tav: ”Suicidio politico”

Sale lo scontro tra M5s e Lega sulla Tav. Il plauso del vicepremier Luigi Di Maio alla sindaca di Torino Chiara Appendino non è andato giù alla Lega. “Si tratta di un suicidio politico, di una vera e propria pazzia”, si sfoga in Transatlantico uno dei ‘big’ del partito di via Bellerio. La premessa è che da parte del Movimento 5 stelle in realtà sono arrivate solo dichiarazioni. “Non c’è un solo atto del governo che certifichi il blocco dell’opera”, spiegano altre fonti parlamentari. Tuttavia il via libera del Consiglio comunale di Torino – con 23 voti favorevoli e 2 contrari e l’espulsione dei membri Pd – all’ordine del giorno M5S che esprime contrarietà alla Tav e chiede di sospendere l’opera in attesa dei risultati dell’analisi costi/benefici non è stato affatto gradito. “Bene la votazione del Consiglio comunale di Torino sul Tav! – ha scritto su twitter Di Maio – presto io e Danilo Toninelli incontreremo Appendino per continuare a dare attuazione al contratto di Governo”. Al momento si è espresso solo il capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Torino Fabrizio Ricca: “La Lega – ha spiegato – è da sempre, e continua ad essere, a favore della Tav. L’ordine del giorno di oggi è una fuga in avanti”.

Tuttavia l’irritazione è sempre più crescente anche alla Camera e al Senato. “Ci ritroviamo con una rivolta in Puglia e con un’altra in Piemonte”, sottolinea un altro deputato. Del resto Matteo Salvini su questo punto è stato chiaro: per lui l’opera deve andare avanti. “Ma – spiega un altro ‘big’ del Carroccio – non può pesare la posizione del governo sul Tap. Cosi’ rischiamo di pagare un prezzo altissimo”. Diversi i temi di dissenso in questo momento tra leghisti e pentastellati. Innanzitutto il dl sicurezza sul quale c’è chi – nell’ala movimentista del Movimento 5 stelle – non esclude che si possa arrivare alla crisi di governo. Poi c’è il dl fiscale, la posizione sulle banche. E anche i fondi all’editoria, anche se nell’ultima bozza della manovra ci sarebbe la conferma dei finanziamenti erogati l’anno scorso, senza quindi il taglio richiesto dai grillini. Ma la tensione più alta ora è propria sulle opere infrastrutturali e in particolare sulla Tav. “Non si capisce perché prima delle Europee debbano insistere su questo fronte”, commenta un deputato piemontese del Carroccio. Molti parlamentari della Lega temono che Di Maio stia perdendo la presa sul Movimento, da qui la decisione di andare fino in fondo sulla Tav. Nel frattempo arrivano le reazioni anche di Berlusconi (“Il no di Torino preoccupa, si procede senza senso”) e di Renzi (“Lo stop M5s a Torino è incomprensibile e masochista”).  (Agi)