Mafia, omicidio Di Girgenti ad Alessandria della Rocca: Di Salvo si autoaccusa dopo 24 anni

È stata fatta piena luce sull’omicidio di Vincenzo Antonio Di Girgenti avvenuto ad Alessandria della Rocca, la sera del 13 settembre 1994. A distanza di 24 anni ad autodenunciarsi del delitto è stato Pasquale Di Salvo, l’ex poliziotto che ha fatto da scorta anche al giudice Giovanni Falcone, divenuto sicario di mafia ed oggi pentito. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, Di Salvo sta svelando le trame e gli intrecci che portano dritti ai delitti eccellenti nella Bassa Quisquina avvenuti dal 1978 al 1997. Di quattro omicidi sa parlare approfonditamente ed uno lo ha commesso personalmente. «Sono stato io ad ammazzarlo – ha raccontato il pentito». A conclusione delle indagini preliminari si scopre che Pasquale Di Salvo è stato il killer di Vincenzo Antonio Di Girgenti. Un killer in trasferta, partito da Bagheria per compire un delitto ad Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento. Il suo fu un macabro favore ad alcuni familiari di Ignazio Panepinto, pure lui ammazzato, che si volevano vendicare e chiesero l’intervento di Di Salvo. E ora i parenti sono pure finiti sotto inchiesta. La vittima era il titolare di una piccola azienda agricola. Di Salvo lo attese in via Dante e lo crivellò a colpi di fucile mentre stava salendo in macchina. All’inizio degli anni Ottanta, Di Salvo era un poliziotto. Lavorava al fianco del magistrato Giovanni Falcone. Poi, lo beccarono in compagnia di un rapinatore in Svizzera e lo cacciarono dalla polizia. Di Salvo svela uno dei delitti che, tra il 1978 e il 1997, insanguinarono Cianciana, Alessandria della Rocca, Santo Stefano di Quisquina e Bivona. In quegli anni furono assassinati Pietro Longo, Calogero Cinà, Tommaso Coniglio, Vincenzo Montalbano, Pietro Sicardi, Francesco Paolo Picarella, Paolo Calandrino, Giuseppe Patrinostro, Diego Passafiume, Ignazio Panepinto, Calogero Panepinto, Francesco Maniscalco, Emanuele Sedita, Giovanni Carbone, Angelo Mario Piazza, Antonino Russo. Di Salvo conosce i collegamenti fra quattro di questi omicidi. Il primo a cadere, il 21 marzo del 1994 a Bivona, è Ignazio Panepinto. Qualcuno fra i familiari della vittima si attiva per la vendetta e chiede aiuto a Di Salvo per ammazzare Antonio Vincenzo Di Girgenti, il 13 settembre del 1994. Sei giorni dopo, il 19 settembre ’94, il duplice omicidio di Calogero Panepinto e Francesco Maniscalco. Qualcuno ha risposto all’esecuzione di Antonio Di Girgenti, allungando la catena di morte.