“Canone di depurazione non dovuto”, condannata Girgenti Acque: dovrà rimborsare donna residente a San Leone

Riceviamo e pubblichiamo comunicato dell’avvocato Roberta Zicari. “La dott.ssa Silvia Capitano ha condannato la società Girgenti Acque S.p.A a rifondere 500 euro oltre interessi a titolo di canoni di depurazione, ad una residente nella frazione di San Leone. Queste le parole del Giudice: “Privo di pregio è poi l’assunto secondo cui il sistema dei “pennelli” sarebbe conforme al disposto dell’art. 11 l.r. n. 27 del 15.05.1986. La citata legge, chiarendo all’ art. 8 che il sistema di depurazione è di primo livello nel caso in cui si effettui solo un trattamento primario di grigliatura, e/o di disabbiatura, e/o di disoleatura, all’art. 11 dispone che: “Gli scarichi devono essere sottoposti: a trattamento di primo livello se hanno carico inferiore a 10.000 abitanti equivalenti; a trattamento di secondo livello se hanno carico compreso tra 10.000 e 50.000 abitanti equivalenti; a trattamento di terzo livello se hanno carico superiore a 50.000 abitanti equivalenti”. Orbene, è pacifico che i pennelli a mare costituiscano un impianto di depurazione di primo livello ai sensi dell’art. 8 l.r. n. 27 del 15.05.1986; inoltre, dalla delibera della giunta Regionale n. 140 del 13.05.2011, agli atti, si evince che l’agglomerato che si sviluppa lungo la fascia costiera del territorio del Comune di Agrigento comprende le frazioni di San Leone, Cannatello, Zingarello, con carico generato di circa 29.000 abitanti (…)”scarica reflui senza trattamento adeguato di depurazione tramite pennello a mare”.(v. specificamente pag. 19) Pertanto, avendo la zona in cui si trova l’utenza per cui è causa un carico di abitanti superiore a 10.000, il sistema tramite pennelli a mare si rivela del tutto inadeguato al corretto funzionamento del servizio; senza contare poi che tale impianto, oltre a essere inadeguato, è stato anche, come anzidetto, non regolarmente funzionante”.

“Questa sentenza è importante, poiché fuga ogni dubbio in merito alla natura dei “pennelli” , statuendo che non sono un impianto di depurazione e che il sistema tramite pennelli a mare si rivela del tutto inadeguato al corretto funzionamento del servizio” – afferma Roberta Zicari , avvocato della parte risarcita, che prosegue – “ In questi anni diversi colleghi oltre me, come ad esempio Ausilia Eccelso o Gianluca Camilleri, sono stati in prima linea per tutelare sia l’ambiente che i cittadini. La semplicità con la quale il giudice constata che i pennelli non sono a norma neanche in virtù della legge 27 del 1986 (legge vetusta e superata dal T.U ambiente di ben 20 anni successivo), spero apra gli occhi ai miei concittadini e li sproni a far valere i loro diritti ed a pretendere servizi efficienti. Ricordo bene la pressione subita quando ho iniziato a sostenere la tesi che oggi la dott.ssa Capitano sposa. Una tesi lineare ma da molti mistificata, osteggiata , derisa. Questa vittoria in appello ripaga tanti anni di battaglie legali “in solitaria” e mi dà l’occasione per dire che nel 2019 verranno espletate le gare d’appalto per la costruzione del nuovo depuratore e delle reti, che la IV Commissione legislativa ARS ha già più volte convocato il Commissario Rolle monitorando l’andamento delle procedure e rendendo questa battaglia di civiltà non più “solitaria”.