Mafia, ricordato a Lucca Sicula l’imprenditore Giuseppe Borsellino ucciso nel 1992

E’ stato ricordato ieri a Lucca Sicula Giuseppe Borsellino, l’imprenditore ucciso il 17 dicembre 1992 mentre stava collaborando con gli inquirenti per l’individuazione degli assassini del figlio Paolo Borsellino (omonimo del giudice assassinato nella strage di via D’Amelio). All’iniziativa, promossa da Libera in collaborazione con il comune di Lucca Sicula, sono intervenuti don Luigi Ciotti, il sindaco Salvatore Dazzo, il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, il giornalista Alan David Scifo. Dopo l’incontro è stata celebrata una messa in ricordo di Giuseppe Borsellino e di tutte le vittime innocenti della mafia. “No alla retorica della memoria, noi vogliamo la memoria viva. I morti non sono solo le persone morte ma anche i loro familiari e dobbiamo essere loro vicini “, ha detto don Luigi Ciotti.

Ecco la riflessione del giornalista Alan David Scifo pubblicata su Facebook dopo l’iniziativa a Lucca Sicula: “La strada che porta a Lucca Sicula è tra le peggiori che ci siano in provincia. Proprio lì in un anno tragico, 1992, morivano Giuseppe e Paolo Borsellino, passati alla storia come morti di serie B in quanto sul loro conto non è mai stata fatta giustizia e anche oggi in pochi raccontano di questa storia, dell’omonimo del celebre magistrato ucciso in un paese che è pure difficile da raggiungere. Forse di quei due non gliene frega a nessuno. Forse. Perché ci sono i due figli a lottare con le unghie e con i denti affinché si arrivi alla verità. Scartata l’emozione, parlare e urlare ai bambini di come la mafia oggi esiste ancora, anche in gesti che si considerano normali. Non è stato facile, ma dopo le lacrime di Antonella Borsellino non era poi difficile, affinché anche una parola, un gesto, oggi serva a cambiare le cose. Se si riesce a fare questo, alla fine la strada pessima che porta a Lucca Sicula è l’ultimo dei pensieri”.