Migranti, il braccio di ferro tra Di Maio e Salvini sulle navi Ong

Il braccio di ferro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulla sorte dei 49 migranti delle navi Ong Sea Watch e Sea Eye continua. Dopo la presa di posizione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dello stesso ministro del Lavoro, Di Maio oggi ha rilanciato le accuse all’Unione Europea e a Malta colpevoli di voltare lo sguardo dall’altra parte rispetto ai rischi delle persone ospitate a bordo. Di Maio si è riferito in particolare alle donne e ai bambini, dieci in tutto: “Ci sono dieci persone tra donne e bambini che sono da 14 giorni in mezzo al mare a un miglio dalla costa maltese. L’Ue nasconde la testa sotto la sabbia, Malta finge di non vedere e allora, rispetto a questo disimpegno ignobile, noi diciamo come Italia che siamo disponibili ad accogliere le donne e i bambini”.

Le Ong non gradiscono, Salvini nemmeno

Una posizione che non piace alle organizzazioni non governative. Da Sea Watch si sottolinea, infatti, che è impensabile separare i nuclei famigliari a bordo. Ma, soprattutto, le aperture di Luigi Di Maio e Giuseppe Conte si scontrano con il pugno duro di Matteo Salvini deciso a “non cedere ai ricatti: due navi Ong sono in acque territoriali maltesi, le persone a bordo devono essere fatte sbarcare a La Valletta. Oppure, visto che le Ong hanno bandiera olandese e tedesca, chiedano aiuto a Berlino e Amsterdam per attivare immediatamente un corridoio umanitario”. Chi plaude alla disponibilità mostrata da parte del governo è il presidente della Camera, Roberto Fico che, dopo aver rivolto un appello ai presidenti dei parlamenti europei affinché sensibilizzino i governi a trovare una soluzione condivisa sulla questione migranti, considera “un segnale importante” l’iniziativa presa ieri da Luigi Di Maio e ne sono contento”.

Il governo è diviso

Ma la questione che si è aperta con l’arrivo delle navi Ong a La Valletta restituisce l’immagine di un governo spaccato su un tema centrale per l’Italia e l’Europa come quello della gestione dei flussi migratori. Il premier Giuseppe Conte “dovrà farsi carico” dell’eventuale accoglienza di donne e bambini della Sea Watch “anche nei confronti della maggioranza”, perché sarebbe un “fare entrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta” e “non è la linea del governo”, afferma il sottosegretario leghista all’Interno, Stefano Candiani.

FdI torna a chiedere il blocco navale

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sottolinea come la linea di Di Maio sia più vicina a quella del Partito Democratico che non a quella del centrodestra: ​”Se Di Maio voleva continuare ad accogliere immigrati avrebbe fatto meglio a fare il governo con il Pd, come aveva provato a fare a inizio legislatura. La soluzione non è l’accoglienza indiscriminata, né sperare che basti chiudere i porti, l’unica soluzione concreta è il blocco navale al largo della Libia per impedire ai barconi di partire. Questo farebbe Fratelli d’Italia al Governo”, dice Meloni. (Agi)