Reddito di cittadinanza al via da aprile: chi truffa lo Stato rischia 6 anni di carcere

Dopo un difficile confronto all’interno della maggioranza gialloverde sulle misure simbolo del contratto di Governo, il decreto che introduce il Reddito di cittadinanza e la cosiddetta Quota 100 per l’accesso alla pensione anticipata è pronto e entro domani dovrebbe vedere la versione definitiva per essere approvato poi durante la settimana: a partire da aprile si potrà andare in pensione se si sono raggiunti a fine 2018 almeno 62 anni di età e 38 di contributi e nello stesso mese chi è in condizione di povertà potrà chiedere il Reddito di cittadinanza firmando un patto per il lavoro che impone l’impegno alla formazione, alla ricerca attiva del lavoro e all’accettazione di offerte di lavoro congrue.

Il Governo – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – stima una spesa per i 9 mesi del 2019 (da aprile) di 6,11 miliardi di euro per una platea di quasi un milione e mezzo di famiglie (4,34 milioni di persone). Per un intero anno il costo è di 8,14 miliardi. Il reddito potrà essere chiesto anche dagli stranieri purché in possesso del permesso di lungo soggiorno e residenti in Italia da almeno 10 anni. Tra le novità della bozza, gli anticipi attraverso le banche del trattamento di fine rapporto per i dipendenti della Pubblica amministrazione, la pace contributiva. Finisce inoltre il governo monocratico per Inps e Inail con il ritorno di un cda a 5. «Il fatto che ci saranno anche delle sanzioni di carattere penale con delle pene che potranno arrivare fino a 6 anni di carcere, sarà sicuramente un ulteriore deterrente per tutte quelle persone che cercheranno, in qualche modo, di ingannare lo Stato», dicono i deputati del M5S. «Nessun pericolo» per l’applicazione del Reddito e per i rischi paventati da chi vorrà truffare lo stato, dice in serata il vicepremier Luigi Di Maio. «Potremo controllare in tempo reale gli abusi e trovare quelli che ne abusano».

Nella foto uno dei manifesti sul reddito di cittadinanza del Movimento 5 stelle in campagna elettorale.