Nuova rete ospedaliera in Sicilia, è arrivato l’ok da Roma

Il governo ha dato il via libera alla nuova rete ospedaliera siciliana. L’ok al piano è stato dato dai ministeri della Salute e dell’Economia. La mappa di presidi e reparti ridisegnata dalla giunta Musumeci è adesso definitiva. Ne dà notizia un articolo sul Giornale di Sicilia oggi in edicola. La giunta metterà l’ultimo timbro formale entro martedì. Poi scatterà la fase 2: ogni Asp e ospedale stileranno un proprio atto aziendale. In questa fase verrà anche approvata la mappa del fabbisogno del personale, a cui fra qualche mese dovrebbero essere pubblicati i bandi per coprire le figure mancanti.

L’assessore alla Salute, Ruggero Razza, inviando il piano della rete ospedaliera a Roma nei mesi scorsi, si era detto «contento del lavoro fatto e delle novità. Abbiamo introdotto l’ospedale San Marco di Catania con 437 posti letto che consentono di salvaguardare il finanziamento di oltre 100 milioni. Come già annunciato dal presidente Musumeci, l’ospedale di Giarre torna autonomo insieme al suo pronto soccorso, come quelli di Milazzo e Barcellona. Grande attenzione – continua – abbiamo rivolto ad Augusta, zona a rischio ambientale, ai Nebrodi e alle Madonie. L’ospedale Borsellino di Marsala diventerà struttura di I livello». Razza ha sottolineato poi che saranno previsti interventi per potenziare ospedali come Villa Sofia-Cervello a Palermo e a Siracusa.

L’assessore ha poi aggiunto: «La rete è stata riallineata ai parametri del decreto Balduzzi, dopo una “cura dimagrante” del 50 per cento dei punti di erogazione alla Sanità privata a vantaggio di quella pubblica. Abbiamo dialogato con le parte sociali, tenendo conto di alcune loro indicazioni».  La rete conferma la suddivisione in Dea di secondo livello (le strutture maggiori di riferimento con tutti i reparti), di primo (grandi ospedali), i presidi ospedalieri di base, quelli di zona disagiata e quelli ad alto rischio. «L’allineamento della rete vigente agli standard del decreto Balduzzi è un atto dovuto, a maggior ragione dopo  i rilievi mossi dalla Corte dei Conti. L’auspicio – ha detto Razza al Gds – è che il nuovo governo nazionale voglia superare gli attuali standard, quantomeno con la possibilità di intervenire sulle soglie massime per alcune specialità. Chiediamo che la rete possa entrare in vigore nel primo semestre del 2019».

Complessivamente nell’Asp di Agrigento sono previsti 126 posti letto in più, si passa da 761 a 887. All’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, confermato Dea di primo livello, da 274 posti letti si passa a 313, quindi 39 posti letto in più. Nel presidio di base “Barone Lombardo” di Canicattì aggiunti 26 posti letto: da 92 diventano 118. Al “San Giacomo d’Altopasso” di Licata si passa da 105 a 120. Questa, invece, la situazione negli Ospedali Civili Riuniti di Sciacca che costituiscono Dea di primo livello: al “Giovanni Paolo II” di Sciacca 4 posti letto in più (da 230 a 234); nel presidio ospedaliero “Fratelli Parlapiano” i posti letto passano da 60 a 102. Queste le novità introdotte dall’assessore per la Salute Ruggero Razza a seguito delle osservazioni avanzate dalla sesta commissione dell’Ars presieduta da Margherita La Rocca Ruvolo: nell’ospedale di Agrigento la lungodegenza diventa Unità operativa complessa (Uoc ), la riabilitazione diventa Unità operativa semplice (Uos). Nell’ospedale di Sciacca l’unità coronarica da Unità operativa semplice dipartimentale (Uosd) diventa Uos. Nell’ospedale di Ribera previsto il servizio di Farmacia, in quello di Licata inserita una Uos di Farmacia.