Estorsione, pm chiede 4 anni e 8 mesi per imprenditore di Ribera

Per un capo d’imputazione di estorsione e uno, che ha riqualificato, in tentata estorsione, il pubblico ministero Christian Del Turco ha chiesto ieri la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione a carico di Ignazio Tavormina, di 52 anni, imprenditore di Ribera. La difesa ha chiesto l’assoluzione e il giudice, Alberto Davico, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, ha rinviato l’udienza al 15 marzo prossimo per repliche e sentenza. Il processo si celebra con il rito abbreviato. Tavormina è accusato di avere minacciato dirigenti e dipendenti del complesso alberghiero e compiuto atti di sabotaggio sui mezzi appartenenti alla struttura. Il riberese è titolare di una ditta di vivai appaltatrice per la gestione delle aree verdi ornamentali e agricole del complesso che fa capo a Rocco Forte. Il processo è scaturito da un’indagine svolta dai carabinieri della compagnia di Sciacca. Sia la società Mediterranea Golf & Resort, con una richiesta complessiva di circa 400 mila euro, tra danni patrimoniali e morali, che sei presunte persone offese, si sono costituite parte civile. Per i sei la richiesta di risarcimento è di circa 50 mila euro ciascuno, per complessivi 300 mila euro. La società ed i sei sono rappresentati dagli avvocati Giovanni e Sergio Vaccaro. La difesa dell’imputato, con gli avvocati Nicola Puma e Accursio Piro, ha chiesto l’abbreviato condizionato all’acquisizione di un documento, una lettera che sarebbe stata inviata dalla società a Tavormina nel 2010. La richiesta è stata accolta dal giudice. La difesa sostiene che l’imprenditore è estraneo ai fatti che gli vengono addebitati. “Non c’è stata alcuna estorsione, né un ingiusto profitto”. Così i difensori di Tavormina che hanno chiesto l’assoluzione dell’imprenditore.