Web e minori, esperto a Cattolica Eraclea: ”Il 90% dei genitori non controlla smartphone e navigazione dei figli”

“Circa il 90% dei genitori, nell’Agrigentino e non solo, purtroppo non usa nessun sistema di controllo degli smartphone e della navigazione in internet dei figli minori, il nostro obiettivo è quello di far comprendere quali sono i rischi e fornire ai genitori degli strumenti utili per la prevenzione nell’uso del web e dei social network”. Lo ha detto l’ingegner Antonino Maniscalco, tra i docenti del progetto “Interfacciamo” promosso dal Cif “Don Minzoni” a Cattolica Eraclea, un percorso di educazione digitale per l’orientamento e la prevenzione dell’uso del web. Coinvolti nel progetto, che si svolge nei locali della parrocchia Sant’Antonio Abate, giovani, bambini e genitori. Tra gli altri relatori, nei precedenti incontri, anche lo psichiatra Paolo Antonio Falco, responsabile del Sert di Ribera; la psicologa Giuseppina Lazzara e l’ispettore superiore della Polizia postale Michele Fiore. Si legge sul sito www.quimamme.it, che riporta i dati di uno studio sul tema appena sfornato da EU Kids Online, progetto della Commissione Europea:

Ben pochi usano il parental control: è attivo solo nel 16% dei dispositivi – in Europa siamo in un range fra il 27 e il 32% – ma se focalizziamo la nostra attenzione alla tecnologia touch siamo al 2%. E proprio smartphone e tablet sono gli strumenti che più facilmente i genitori consegnano ai bimbi sin dai primi anni di vita. Ecco, se mamme e papà non hanno consapevolezza dell’importanza dell’esperienza digitale nella vita del piccolo, se non insegnano ai bambini le competenze di base per navigare online, se non passano un po’ di tempo assieme a loro davanti agli schermi, il filtro è uno strumento utile solo a scaricare le coscienze.

“Solitamente – ha aggiunto Maniscalco – si acquista un telefono, si mette la sim e si dà in mano al bambino in pizzeria, al ristorante o in casa con amici pur di farlo stare tranquillo. Senza sapere che questo dispositivo, che è fondamentalmente uno strumento utile e importante per tutti, rappresenta pro e contro delle attività di libera informazione, chiamiamola così. Diversi i rischi legati alla navigazione su internet attraverso smartphone, tablet e pc: dal cyberbullismo al sexyting, dalla pedofilia alle dipendenze. L’obiettivo del progetto – ha proseguito l’ingegnere – è quello di fornire gli strumenti ai genitori in modo da aiutarli a comprendere quali sono le applicazioni o le metodologie utilizzabili per mitigare un po’ questi rischi. E’ ovvio che non si possono annullare nella loro complessità, ma un sistema di parental control o un sistema di controllo anche utilizzando gli account di Google ordinario potrebbe fare già tanto. Il consiglio è di seguire i propri figli passo passo, non di annullare ma di mitigare l’utilizzo dello smartphone o del tablet”.

I genitori che partecipano al percorso saranno formati per la configurazione personalizzata degli strumenti di parental control su pc, tablet e smartphone, nonché informati e sensibilizzati sui rischi derivanti da un utilizzo non protetto della rete. Si approfondiscono: i social networks, chat e instant messagging, pubblicazione di contenuti (youtube); come la pedofilia utilizza la rete (esempi e casi); come si manifestano cyberbullismo, cyberstalking; strategia di tutela dei minori (softwares, tecniche e strategie utilizzabili). Il progetto “Interfacciamo” punta a “ridurre i rischi causati dai pericoli nascosti a cui sono predisposti i preadolescenti e gli adolescenti che utilizzano strumenti di comunicazione informatici attualmente disponibili in rete; responsabilizzare i ragazzi e le famiglie destinatari dell’intervento rispetto alle conseguenze estreme, anche gravi, che determinati comportamenti o atteggiamenti possono comportare ai ragazzi influenzabili dai contenuti e dalle potenzialità del mondo virtuale; rafforzare le relazioni intra ed extra familiare consolidando rapporti di fiducia e rispetto reciproco”. Da una ricerca condotta negli Stati Uniti dalla National Cyber Security Alliance, in collaborazione con Microsoft, emerge che:

Il 90% dei genitori non monitora i profili social dei figli e il 51% dei figli dichiara di non fare nulla per sfuggire al controllo genitoriale, mentre solo il 30% di loro utilizza una password per salvaguardare la propria privacy. Il 60% dei ragazzi intervistati dichiara di possedere un account social o e-mail di cui i genitori non sono a conoscenza.