Migranti, medico di Lampedusa Pietro Bartolo: ”Al Governo ci sono uomini senza cuore”

“E’ semplicemente vergognoso quello che sta succedendo, riportare i migranti in Libia, significa ammassarli nei centri di detenzione, dove verranno torturati se non uccisi. Al Governo ci sono uomini senza cuore”. E’ l’amaro sfogo di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che negli ultimi anni ha salvato migliaia di vite umane di migranti arrivati sull’isola. Bartolo piange per la rabbia. “E’ terrificante – dice in una intervista all’Adnkronos – è vergognoso, non trovo altre parole per descrive tutto questo. E’ vergognoso che esultiamo che questa gente va incontro a morte sicura”. E sottolinea: “Dico anche un’altra cosa, Sciascia classificava le persone in: ‘Uomini, mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà’, io invece dico che ci sono due categorie di persone: l’uomo completo, che ragiona con la testa e con il cuore, e poi ci sono uomini a metà. Parlo di quelli che ragionano solo con la testa o solo con il cuore. Bene, per ora abbiamo al Governo quelli che non sanno dove sta messo il cuore. Sono uomini a metà e pure scadenti. Perché usano poco pure il cervello. Siamo di fronte a personaggi che non sanno cosa significhi fare parte dell’umanità”.

“Non sanno che cosa sono i valori che danno il senso alla vita – prosegue il medico Bartolo, insignito dal Capo dello Stato Commendatore della Repubblica – Non sanno cosa sono i valori che danno lo status di esseri umani. Parlo di accoglienza, fratellanza, di rispetto di diritti umani. Attenzione, non parliamo di buonismo ma di rispetto di diritti umani. E non credo che l’Italia sia questa”. Bartolo è convinto che gli italiani che “siano stati plagiati” perché “sono state raccontate un sacco di minchiate sui migranti. Si parla di una invasione che non esiste. Poi arriva il ‘salvatore’ e la gente si affida totalmente a questi messia”. “Ma io spero che prima o poi la gente cominci a prendere coscienza su quello che succede – prosegue ancora Pietro Bartolo – Quelli che sanno dove sta la verità comincino a parlare, dicano quello che accade”. “Riportarli in Libia – dice ancora – significa farli andare incontro a morte certa. E tra loro ci sono donne e bimbi”.

Poi, Pietro Bartolo dice: “Visto che l’Italia finanzia la Libia per fermare le partenze, allora perché continuano? Vuol dire che sono soldi buttati.- O sbaglio? Certamente non è colpa delle ong se i migranti continuano a imbarcarsi. Si stanno facendo forse fregare dalla Libia? Noi abbiamo allora sulla coscienza due cose: i morti e anche i soldi spesi finora”. E parlando del tweet del ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli che ieri sera ha scritto: “La nave Sierra Leone, sotto coordinamento libico, sta iniziando a prendere a bordo i 100 #migranti dal gommone. Tutto si svolge secondo le convenzioni internazionali, i naufraghi andranno a Tripoli. Seguo con attenzione, nella speranza che l’operazione si concluda senza problemi”, Bartolo commenta: “Voglio proprio vedere quando tutto questo finirà chi pagherà per questo genocidi. Sicuramente non saranno la Francia e la Spagna o la Germania, perché gli accordi con la Libia li abbiamo fatti noi e non gli altri”.

“Sono esseri umani, donne e bambini – prosegue Pietro Bartolo – Quali garanzie ci da il governo su queste persone che vengono riportate in Libia? Di essere torturati o violentati? Vergogna”. Nei giorni scorsi, Bartolo, che è responsabile sanitario a Lampedusa, ha incontrati i tre superstiti del naufragio in cui sono morte almeno 117 persone. “Non sapevamo che ci fossero stati tutti quei morti – dice – ma ho notato che erano particolarmente spaventati e terrorizzati. Non sapevamo niente del naufragio, lo abbiamo intuito da quel poco che esprimevano, il terrore che avevano negli occhi”. “Io chiederei a Salvini solo di metterci un po’ di cuore, e cominciare a diventare degli uomini più completi, e cominciare a pensare a chiudere questo ‘idillio’ con la Libia, e cercare di tornare ad aprire i canali normali di arrivo queste persone”. “Noi tutte queste persone le avremo sulla coscienza – prosegue Bartolo – non solo il Governo, anche ioli sento sulla coscienza. Per 25 anni abbiamo reso onore all’umanità intera. A un certo punto abbiamo deciso di cambiare strategia, dicendo la più grande bugia che si racconta, cioè che c’è una invasione”.