Migranti, Ong siciliana Ciss: bloccare tratta da Nigeria, 80% donne destinate a sfruttamento sessuale

“Il tema della tratta per sfruttamento sessuale in Italia e in Europa non si può affrontare senza dare assoluta priorità alle donne provenienti dalla Nigeria. L’Organizzazione internazionale delle migrazioni segnala che, nel 2017, l’80% delle nigeriane arrivate in Europa sono state destinate allo sfruttamento sessuale e, sempre nel 2017 e solamente in Italia, 6.599 vittime sono state identificate, ma di queste solo 696 sono attualmente sotto protezione”. Lo ha detto Sergio Cipolla, presidente dell’Ong siciliana Ciss – Cooperazione internazionale Sud-Sud, nella conferenza internazionale “Prevention of trafficking in human beings” (“Prevenire la tratta di esseri umani”) in corso a Palermo fino a mercoledì 30 gennaio, che mette a confronto delegazioni nigeriane, organizzazioni europee e reti di scuole per contrastare il fenomeno della tratta e rafforzare il partenariato internazionale Europa-Africa. “Sono numeri che dimostrano la gravità della situazione e la fragilità della risposta che il nostro Paese riesce a dare a questo crimine – ha sottolineato Cipolla – di fronte a milioni di clienti e a decine di migliaia di donne, anche bambine, nigeriane obbligate a prostituirsi, si riesce ad offrire una qualche forma di protezione solo a quantità residuali di vittime”.

“Tra i principali fattori che hanno portato migliaia di nigeriani in fuga dal proprio paese, c’è quello socio-economico – ha spiegato Roland Nwoha, dell’organizzazione ‘Idia Renaissance’, che a Benin City opera nel campo dell’anti-tratta e della promozione dell’empowerment giovanile -. In alcune parti del paese la situazione è catastrofica. La poligamia e la presenza di famiglie molto numerose sono spesso causa dello sfruttamento perché non si riesce a sostenere il peso economico dei nuclei familiari allargati”. Nel periodo compreso tra aprile e settembre 2018 “siamo riusciti a salvare dalla tratta 517 persone, 415 di queste donne”, ha detto Tola Winjobi dell’ong nigeriana che si occupa di diritti umani ‘Cafso-Wrag’, mentre Abdulkareem Adaji dell’Ufficio immigrazione di Abuja, in Nigeria, ha sottolineato come “sia necessario un rinnovamento della legislazione per la lotta all’immigrazione e quindi alla tratta, ma anche come uno dei problemi più grossi sia la gestione dei confini della Nigeria che oggi sono molto vulnerabili”. Tra gli interventi anche quelli del principe Clement Ohenzuwa di Benin City e del vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli. (ANSA).