”Alberi distrutti ad Eraclea Minoa”, aperta inchiesta e sequestrata area boschiva di 1.000 mq

Più di una ventina di alberi distrutti stavolta dall’uomo e non dalle mareggiate. E’ accaduto ad Eraclea Minoa dove ieri mattina gli uomini del corpo forestale del distaccamento di Ribera, su disposizione della procura della Repubblica di Agrigento, hanno sequestrato un’area boschiva di 1.000 metri quadrati. I sigilli sono stati apposti nella parte di pineta che va dalla zona del camping fino a Capo Bianco. In particolare pare che diversi alberi, in buono stato salute e non quelli distrutti dalle mareggiate, siano stati tagliati e danneggiati. Sarebbero state delle segnalazioni a fare scattare i controlli. Al momento, non si sa per quale motivo e da chi siano stati danneggiati gli alberi. Saranno le indagini a stabilirlo: la procura ha aperto fascicolo nei confronti di ignoti per fare luce sul danneggiamento della pineta e per accertare eventuali responsabilità, probabilmente se ne saprà qualcosa di più nei prossimi giorni. Il litorale rimane intanto off limits con i “divieti di accesso, di transito e di sosta di persone e autoveicoli, balneazione e stazionamento di unità navali”.

Oltre al danno delle mareggiate, dunque, anche la beffa per la pineta di Eraclea Minoa in questi anni assottigliata dall’erosione costiera. Nei giorni scorsi è stato eseguito un nuovo intervento, predisposto dall’amministrazione comunale di Cattolica Eraclea in ottemperanza all’ordinanza della Capitaneria di porto di Porto Empedocle, per la rimozione di decine di alberi abbattuti dal mare. Ripulita, quindi, ancora una volta la battigia in attesa che si concluda l’iter burocratico del progetto anti-erosione da 4 milioni di euro, finanziato dalla Regione, che prevede la realizzazione di tre pennelli sub-ortogonali alla linea di costa, realizzati con materiale lapideo, e il ripascimento artificiale con l’utilizzo della sabbia del porticciolo turistico di Siculiana Marina. Nei giorni scorsi il progetto è stato reso pubblico per la valutazione d’impatto ambientale, entro quattro mesi si dovrebbe procedere con l’indizione della gara d’appalto. Pronta a presentare delle osservazioni in sede di valutazione d’impatto ambientale potrebbe essere Legambiente Sicilia secondo cui il “rimedio potrebbe essere peggiore del male.