Agroalimentare, pronte a volare le arance della Kolymbetra

“Eccoci pronti per spedire nelle vostre case le buonissime arance della Kolymbethra. Le invieremo in una cassetta di legno che vi sarà recapitata a domicilio entro tre giorni. Ogni cassetta contiene circa 18 Kg di arance, appartenenti alle diverse varietà coltivate da tempo immemore nel nostro giardino. Potrete richiedere anche le arance amare, per farvi la vostra marmellata, o le arance Vaniglia, se le preferite, ed anche i limoni! La prenotazione va fatta per e-mail direttamente alla Kolymbethra faikolymbethra@fondoambiente.it specificando: nome, cognome, indirizzo, n. di telefono di casa e cellulare, estremi del bonifico o del pagamento effettuato. Le cassette saranno spedite solo a pagamento avvenuto. Per comunicare con la Kolymbethra: 335 – 1229042 (dalle ore 10 alle ore 14 di ogni giorno). Un caro saluto a tutti e gustatevi il buon sapore della Kolymbethra, vi troverete tutta la passione che le abbiamo dedicato”. Lo ha annunciato su Facebook lo staff del Giardino della Kolymbethra gestito dal Fai.

Quella della Kolymbetra è la storia di un angolo di paradiso nel cuore della Valle dei Templi rinato dopo un lungo abbandono nel corso del quale il Giardino era diventato una selva di rovi. La Regione siciliana nel 1999 lo affidò al Fai, che nel novembre 2001, dopo aver ultimato la campagna dei restauri paesaggistici e il ripristino le antiche colture, riaprì il bene al pubblico inserendolo nel circuito di visita della Valle dei Templi. Da allora un crescente successo in termini di visite. “Una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia alla valle dell’Eden o a un angolo delle terra promessa”, scrisse della Kolymbetra l’Abate di Saint Non nel 1778. Negli anni la media dei visitatori si è stata di circa 24mila all’anno, poi un ulteriore balzo in avanti si registrò nel 2014 con oltre 40mila visitatori, fu il boom nel 2015 con più 61mila visitatori; nuovo record registrato nel 2016 con più di 83 mila visitatori.  Nel 2017 si punta a raggiungere 100mila visitatori. I cinque ettari della Kolymbetra offrono una notevole varietà arborea e paesaggistica. Nelle zone più scoscese – viene spiegato sul sito del Fai – sono presenti tipiche specie della macchia mediterranea, come il mirto, il lentisco, il terebinto, la fillirea, l’euforbia e la ginestra.

Nel terreno pianeggiante del fondovalle, al di là del piccolo fiume bordato da canne lungo il quale crescono salici e pioppi bianchi, si estende l’agrumeto che con limoni, mandarini e aranci di antiche varietà, viene irrigato secondo le tecniche della tradizione araba. Dove l’acqua non arriva, nascono gelsi, carrubi, fichi d’india, mandorli e giganteschi olivi “saraceni”. La Kolymbetra rappresenta, per caratteri percettivi, ambientali e produttivi, il paesaggio più illustre dell’arboricoltura siciliana, ovvero quello irriguo dell’agrumicoltura. Secondo le testimonianze dei contadini del luogo, fino agli ultimi decenni del Novecento la Kolymbetra venne coltivata ad agrumeto e a orto e mantenne l’aspetto di un meraviglioso giardino profumato di limoni e di aranci e ricco di mandorli, olivi, gelsi, melograni e fichi d’india. La mancanza d’acqua ne causò in seguito l’abbandono sino all’intervento del Fai, che ha provveduto alla cura e al ripristino della vegetazione d’un tempo restituendo alla Valle dei Templi il suo originario valore, che non è solo archeologico, ma anche storico, geologico, botanico e agrario.