VIDEO | Riaperta al culto la Cattedrale di Agrigento

E’ stata riaperta oggi al culto, dopo 8 anni di chiusura, la Cattedrale di Agrigento. La Santa Messa, in una chiesa gremita, è stata presieduta dall’arcivescovo cardinale Francesco Montenegro. “Finalmente ritorniamo nella nostra Cattedrale”, ha detto il cardinale. “La nostra Cattedrale, purtroppo, resta ancora una mamma malata, ci auguriamo che, riaverla significa che almeno sia uscita in maniera definitiva dal coma. In questi anni siamo stati sostenuti dalla speranza, anche se, devo confessarlo, a tratti, sembrava sbiadirsi e addirittura spegnersi a motivo di atteg-giamenti non sempre interpretabili, delle molte deludenti e insincere parole e delle tante vuote e finte promesse. I lavori – ha spiegato l’arcivescovo – non sono completati, c’è ancora tanto da fare. Si deve completare la messa in sicurezza dell’edificio, poi dovrebbe iniziare il rin-saldamento della collina e infine ci vorrà il restauro finale dell’ edificio. Quel che conta, però, è che, dopo tanti lunghi anni, siamo oggi qui, per pregare e ritrovarci come chiesa santa di Dio. È stato un momento fortemente desiderato, non tanto perché c’era l’urgenza di riaprire una chiesa, ma perché volevamo questa chiesa, la nostra cattedrale. La fede si sostiene ed è ricca di segni. Uno di questi è la Cattedrale che simboleggia l’unità, nel nostro caso, della Chiesa Agrigentina”. Leggi l’omelia completa

“8 anni fa, quando ero sottosegretario al Cipe, avevamo dato il via alla procedura di messa in sicurezza della cattedrale di San Gerlando ad Agrigento. Ora finalmente grazie al finanziamento della Regione e alla determinazione di tutto il Governo, è stato fatto un primo importante passo per riconsegnare a tutti i siciliani, e non solo, uno dei monumenti storici e culturali più importanti della nostra Regione”. Lo ha detto  il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè che prima della cerimonia ha avuto un breve colloquio con il cardinale Montenegro. “Sono contenta ed emozionata per la riapertura al culto della Cattedrale di San Gerlando”, ha detto la deputata regionale dell’Udc, Margherita La Rocca Ruvolo. “Un risultato importante – ha aggiunto – che si deve innanzitutto all’Arcidiocesi di Agrigento che in questi anni, ad ogni livello ed in ogni sede, non ha mai smesso di lavorare per ridare alla città il suo duomo. Va dato atto anche dell’impegno del governo regionale per il raggiungimento di questo primo importante traguardo  e, in particolare, dell’assessorato regionale alle Infrastrutture che tre anni fa ha cofinanziato l’intervento. Adesso occorre andare avanti con la stessa determinazione per sostenere nuovi interventi per la messa in sicurezza dell’edificio e per il consolidamento del colle”.

 

La sezione di Agrigento di Italia Nostra, presieduta da Adele Falcetta,  “esprime gioia e soddisfazione per la riapertura della Cattedrale di Agrigento. Giova ricordare che la Cattedrale, pur essendo principalmente un edificio  di culto, non è solo questo. Essa è anche scrigno di preziose opere d’arte ed è luogo che assume un intenso valore di memoria storica di una comunità e di un’intera diocesi. Attorno alla Cattedrale Girgenti ha vissuto da un millennio a questa parte. Essa è pertanto una presenza irrinunciabile, a pena di perdere la memoria di ciò che Agrigento è stata nel tempo: e una città senza memoria è anche una città senza futuro. Esprimiamo pertanto apprezzamento verso tutti coloro che hanno consentito alla comunità dei credenti e a quella cittadina nella sua interezza di riappropriarsi di un luogo che le appartiene. Nel contempo, auspichiamo che si proceda in tempi brevi al consolidamento del colle sul quale insiste l’edificio, insieme ad altri di grande valore e importanza”.

“Oggi – scrive in una nota il segretario provinciale della Cgil di Agrigento Massimo Raso – è il giorno della riapertura della Cattedrale di Agrigento, un giorno importante e bello, dopo 8 anni di un poco edificante balletto di promesse, responsabilità, inefficienze. I necessari lavori di consolidamento che hanno consentito la messa in sicurezza della Cattedrale, attraverso funi di acciaio (e che sono stati finanziati con fondi della Chiesa e della Regione Siciliana) sono il primo passo e sono propedeutici ad altri che devono essere ancora fatti. Vista l’enormità del tempo trascorso ci vorrebbe una maggiore dose di pudore nell’accaparramento di meriti: la Chiesa Agrigentina non deve ringraziare nessuno se non sé stessa per la determinazione con cui ha saputo porre la questione. Noi siamo stati sempre al fianco di questo sforzo nei momenti in cui siamo stati chiamati a manifestare. Ora occorre andare avanti, per questo condividiamo le proposte dell’Ordine degli architetti affinché tutta l’area del Duomo venga trasformata in zona a traffico limitato e venga ulteriormente valorizzato lo straordinario lavoro fatto in questi anni col Museo Diocesano e tutte le altre iniziative messe in campo dalla Diocesi”.