Mafia a Trapani: torna l’ombra della massoneria, Ruggirello muto davanti al gip

L’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, arrestato per associazione mafiosa nell’operazione «Scrigno», comparso ieri davanti al Gip del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, per l’interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere.  Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, i legali di Ruggirello, gli avvocati Enrico Sanseverino e Vito Galluffo dicono «unicamente per consentire a questa difesa di consultare il corposo fascicolo degli atti di indagine e di predisporre una più attenta difesa in un interrogatorio che a breve verrà richiesto».

«È ferma intenzione» di Ruggirello, «dimettersi con effetto immediato dal Pd del quale è stato rappresentante all’Ars, per evitare affrettate e ingiustificate conclusioni che possano coinvolgere anche il Pd». Sono rimasti in silenzio davanti al Gip: Franco Orlando, Carmelo Salerno, Francesco Russo e Domenico La Russa. Stessa cosa per Pietro Virga. Ha invece risposto alle domande del gip «respingendo ogni accusa» l’ex assessore di Trapani, Ivana Inferrera. È rimasto in silenzio il marito della Inferrera, Ninni D’Aguanno (pure arrestato). Intanto si scoprono nuovi retroscena sulla figura di Ruggirello come quello relativo ad un viaggio. Nel marzo del 2016 Ruggirello, chiede a una assistente di comunicare all’allora presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che si sarebbe recato in «missione» nelle zone colpite dal terremoto. «Ruggirello invece, si legge nell’ordinanza, si recherà altrove, a Firenze e zone limitrofe, per partecipare, a titolo privato, al convegno politico della Leopolda». Gli inquirenti forniscono la dimostrazione della «assoluta spregiudicatezza dell’ex deputato regionale nell’esercizio delle sue pubbliche funzioni». Si tratterebbe dell’utilizzo «di fondi dell’Ars per soggiorni privati».

«Pronti per andare a Firenze, c’è la Leopolda!»,diceva Ruggirello ad un interlocutore, arrivato a Pisa però telefonava ad un’amica. Ascoltando quel dialogo si capisce che il vero motivo della «missione» chiesta da Ruggirello era la «Leopolda» ma anche incontrare la donna. Ed ecco spuntare anche la Massoneria. È il 2014 comunali a Campobello. Ruggirello decide di non appoggiare Daniele Mangiaracina, e preferire Giuseppe Castiglione, ritenuto vincente anche da Vincenzo La Cascia e da suo nipote Lillo Giambalvo, si legge «grazie all’indispensabile sostegno di un altro “attore” della scena politica, la massoneria, che La Cascia indicava come la chiave di volta per poter guadagnare consensi ed avviare percorsi elettorali vincenti». E’nel popolare quartiere Amabilina a Marsala che i boss mafiosi si sarebbero dati da fare per raccattare preferenze elettorali. Francesco Virga, è stato intercettato mentre consegnava mille euro a Giuseppe Piccione per comprare i voti fra la gente di Amabilina. Sempre sul fronte dell’impegno politico, dall’indagine emerge anche che Ruggirello, nel 2015, si sarebbe attivato con esponenti mafiosi di Paceco per preparare la lista «Democratici per Marsala», a sostegno del candidato sindaco Alberto Di Girolamo. Ruggirello avrebbe curato gli interessi relativi alla società «Serenità Società Coop sociale onlus», attiva a Marsala.

Sfruttando il suo ruolo di deputato questore all’Ars per «ottenere l’accreditamento di strutture socio assistenziali di cui lo stesso, in maniera occulta, era di fatto socio con pieni poteri decisionali ed operativi». Con la psicologa Stefania Mistretta, avrebbe seguito l’iter per l’accreditamento della struttura, per ottenere fondi pubblici. L’accreditamento arriverà, insieme ai primi progetti e a un finanziamento di 225 mila euro. «Benedetto autismo» avrebbe detto Ruggirello parlando della patologia e del settore di interesse di una delle coop a lui vicine. Due precisazioni. Paolo Ruggirello fu candidato ed eletto all’Ars nel 2012 nella Lista Musumeci, creata dall’allora candidato alla presidenza sconfitto da Crocetta. Questa lista sarà l’embrione per la nascita, due anni dopo, di Diventerà Bellissima, l’attuale movimento politico del presidente della Regione in carica. Ruggirello, che dopo l’elezione abbandonò presto la Lista Musumeci, non ha quindi militato in Diventerà Bellissima. L’avvocato Buscaino legale del proprietario del «Grand Hotel Florio di Favignana», Antonio Grammatico, precisa invece «che la notizia di sequestro della struttura è priva di ogni fondamento non essendo stato notificato né eseguito alcun provvedimento di sequestro».