Mafia, l’affare rifiuti nel mirino dei figli del boss Virga

Non c’è «campanile», tra Marsala e Trapani, quando il contesto è quello mafioso. È quanto emerge dall’operazione «Scrigno», le cui indagini hanno accertato rapporti tra la «famiglia» del capoluogo e una mezza dozzina di presunti esponenti di quella marsalese. Nonostante quest’ultima, storicamente, faccia parte del «mandamento» di Mazara. Come riporta il Giornale di Sicilia, nello stesso calderone sono finiti sia i fratelli Pietro e Francesco Virga, figli del boss Vincenzo Virga, accusati di avere co-diretto la cosca trapanese insieme a Francesco Orlando, e i marsalesi Diego e Salvatore Angileri, padre e figlio; Biagio Bianco, Vincenzo Ferrara, Pietro Maltese e Giuseppe Piccione. Quest’ultimo è il figlio del boss Michele Piccione. Con Antonino Buzzitta, Vito D’Angelo, Carmelo Salerno, Francesco Paolo Peralta, Michele Martines, Pietro Cusenza, Giovanni Maltese, Mario Letizia, Jacob Stelica, Francesco Salvatore Russo, Vito Gucciardi, Filippo Tosto e Domenico La Russa, sono accusati di associazione mafiosa «per avere fatto parte – si legge nella corposa ordinanza del gip Morosini – unitamente ad altre persone, già condannate o sottoposte ad altri procedimenti, tra cui Messina Denaro Matteo, Gucciardi Michele, Gondola Vito (deceduto, ndr), Rallo Vito Vincenzo, Sfraga Nicolò, Crimi Salvatore ed altri, dell’associazione di tipo mafioso denominata Cosa Nostra.

Per l’accusa, il clan puntava ad «acquisire il controllo di attività economiche, soprattutto nel campo dell’edilizia e della gestione dei rifiuti». La rete dei rapporti tra affiliati, viene documentata con la ricostruzione di vari incontri avvenuti con modalità estremamente riservate. I partecipanti avevano «maniacali cautele» e facevano «ricorso a stratagemmi per evitare contatti diretti o sospetti», scrive il gip. C’è l’esempio dell’incontro tenutosi nella campagna di Francesco Peralta, il 2 marzo 2017: si presentavano all’appuntamento Francesco Virga, e Giuseppe Piccine, uno dei luogotenenti del boss Vito Vincenzo Rallo, accompagnato da Biagio Bianco. Virga e Piccione, per essere «assolutamente certi di non essere né visti, né intercettati», si appartavano in un garage. Ignorando che era zeppe di microspie piazzate dagli inquirenti, Piccione parlava delle modalità di ripartizione, tra le famiglie mafiose, degli utili relativi ad un affare in un cantiere: «Noi siamo… con i cassoni siamo con noi, noi mettiamo che restano dieci lire, mettiamo quattro lire, due ve le prendete voi (si riferisce alla famiglia mafiosa di Trapani) voi siete quattro o cinque, uno due, non mi interessa degli estranei…». Virga, avendo ben compreso il senso del discorso, replicava: «Quelli che siamo, siamo!».

Ai fratelli Virga, in particolare, si contesta quindi di «aver diretto e organizzato il mandamento mafioso di Trapani, quali referenti per le attività illecite sui territori di Trapani, Paceco e Favignana, nella specie coordinando l’acquisizione diretta e indiretta di attività economiche, il procacciamento di voti in occasione di consultazioni elettorali ed il controllo del territorio». Mantenendo, attraverso il continuo scambio di comunicazioni, nonché attraverso incontri riservati, un costante collegamento con gli altri sodali. Francesco Orlando avrebbe «coadiuvato» i Virga nella «direzione e nell’organizzazione delle attività illecite nel mandamento mafioso di Trapani».

Questi i nomi degli arrestati nell’operazione Scrigno: l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, di 53 anni di Trapani, i boss di Trapani Francesco e Pietro Virga, di 46 e 49 anni, di Erice, Diego Angileri, 82 anni, di Marsala, Salvatore Angileri, 47 anni, di Marsala, Biagio Bianco, marsalese di 52 anni, Antonino Buzzitta, 77 anni, di Erice, Pietro Cusenza, 57 anni, di Erice, Antonino D’Aguanno, 55 anni, di Erice, Vito D’Angelo, di 71 anni di Ravanusa, Vincenzo Ferrara, di 54 anni di Marsala, Vito Gucciardi, 59 anni, di Vita, l’ex assessore comunale di Trapani Ivana Anna Maria Inferrera, 56 anni, di Trapani, Domenico La Russa, 69 anni, di Trapani, Mario Letizia, di 49 anni di Paceco, l’ex consigliere comunale di Erice Giovanni Maltese, di 64 anni di Trapani, Michele Martines, di 50 anni di Erice, Franco Orlando, di 63 anni di Trapani, Francesco Paolo Peralta, trapanese di 54 anni, Giuseppe Piccione, marsalese di 47 anni, Francesco Salvatore Russo, di 41 anni di Erice, Leonardo Russo, di 58 anni di Paceco, Carmelo Salerno, di 59 anni di Paceco, Filippo Tosto, di 48 anni di Buseto Palizzolo, Michele Alcamo, di 46 anni di Erice.