Big della cardiologia riuniti a Sciacca, il prof Ruvolo: ”Heart team fondamentale per approccio multidisciplinare”

L’attuale ruolo della Cardiochirurgia nella rivascolarizzazione miocardica. Ne ha parlato il professor Giovanni Ruvolo, direttore dell’unità operativa complessa di Cardichirurgia dell’ospedale Tor Vergata di Roma, presidente dell’associazione onlus A Cuore Aperto, intervenendo come relatore al congresso “Progetto Sciacca Cuore 2019” – Ospedale e Territorio – Update in Cardiologia: dalle linee guida alla pratica clinica”, che fino a domenica 24 marzo riunirà a Sciacca numerosi cardiologi e medici siciliani e che giungono anche da diverse parti d’Italia. L’evento è organizzato dall’Unità Operativa Complessa di Cardiologia con Utic ed Emodinamica, diretta dal dottor Ennio Ciotta, in collaborazione con il dottor Fabio Abate, responsabile del servizio di Emodinamica, e con il dottor Giuseppe Caramanno, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia di Agrigento. Hanno partecipato ieri ai lavori, tra gli altri, il dottor Giorgio Giulio Santonocito, direttore generale dell’Asp di Agrigento e la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo.  Il prof. Ruvolo ha fatto un excursus sulla chirurgia di rivascolarizzazione miocardica, partendo dal passato, esaminando il presente e affrontando il futuro delle tecniche che si utilizzano. Ha parlato dello stato dell’arte rispetto alle indicazioni chirurgiche ed al ruolo delle tecniche di rivascolarizzazione non invasive che non vanno considerate alternative alla chirurgia ma complementari. E ha sottolineato l’importanza del cosiddetto Heart team, spesso sottovalutato: “E’ opportuno che tutti gli specialisti si confrontino per migliorare le terapie, ovviamente tenendo conto della situazione cardiologica di ogni paziente, e delle patologie associate nel momento in cui si interviene”.

Il professore Michele Gulizia, Direttore di Struttura Complessa di Cardiologia Ospedale “Garibaldi – Nesima” di Catania e Presidente della Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione Nazionale Medici, Cardiologi Ospedalieri, ha presentato invece una relazione su: “Come è cambitata l’epidemiologia dei fattori di rischio cardiovascolari in Italia: i dati del progetto nazionale “Banca del Cuore”: “La prevenzione rappresenta – ha spiegato il professore Gulizia – la prima cura delle malattie cardiovascolari. Nel 2015, con il sostegno dell’Istituto Superiore di Sanità, ho ideato il Progetto Nazionale di Prevenzione Cardiovascolare “Banca del Cuore”, di fatto il primo grande Registro permanente di elettrocardiogrammi e dati sanitari di area cardiovascolare, unico al mondo, che ne prevede la custodia gratuita e prontamente disponibile da parte di ciascun cittadino che vi aderisce. Il Progetto utilizza la BancomHeart, la speciale card rilasciata gratuitamente a tutti i cittadini che ne fanno richiesta grazie alla quale ciascun possessore può avere sempre a disposizione, attraverso una password personale, lo storico sanitario relativo al proprio cuore in modo semplice e intuitivo, 24 ore su 24, in qualunque parte del mondo in cui sia presente una connessione internet. Fino a oggi, grazie alla diffusione capillare resa possibile dalla Campagna itinerante di Prevenzione Cardiovascolare “Truck Tour Banca del Cuore” sono state distribuite oltre 41.000 BancomHeart ad altrettanti cittadini italiani, permettendo di identificare un incredibile aumento di prevalenza di alcune malattie cardiovascolari, soprattutto fibrillazione atriale e scompenso cardiaco, con percentuali quadruple e triple rispetto ai dati di prevalenza finora conosciuti in Letteratura, particolarmente nei giovani maschi di età compresa tra i 18 e i 40 anni”.

Corrado Tamburino, ordinario di Cardiologia all’Università di Catania, presenterà una relazione sul tema: “Tavi e Clip, stato dell’arte”. “La cardiologia interventistica strutturale – ha spiegato il professore Tamburino – si occupa del trattamento con catetere delle valvole cardiache e delle strutture che compongono il cuore. Di particolare rilievo il trattamento della Stenosi valvolare aortica con l’utilizzo di valvole che vengono impiantate dentro quelle vecchie tramite catetere a paziente sveglio. Oggi la letteratura mondiale accreditata ha dimostrato che questo tipo di intervento è uguale se non superiore alla cardiochirurgia in selezionate categorie di pazienti. L’Università di Catania è stata la prima in Italia ad introdurre questa metodica e vanta la più grande esperienza nazionale. Questo intervento può essere eseguito solo in selezionati centri con cardiochirurgia attiva in sede, cioè nello stesso corpo e non in padiglioni diversi e, in quanto è necessaria l’assistenza in caso di necessità sia dei cardiochirurghi come dei chirurghi vascolari che anch’essi devono lavorare nella stessa sede. Analogo intervento, seppur con tecnica diversa, può essere eseguito sulla valvola mitrale a mezzo di diversi sistemi dal sistema con delle ancorette chiamate clip, a quello col sistema Pascal, all’impianto della valvola ortica per via trans settale. Questo intervento si esegue nell’insufficienza mitralica su pazienti molto anziani o ad alto rischio cardio chirurgico e. Se la selezione del paziente e idonea si dimostra rispetto ai pazienti con insufficienza cardiaca insufficienza mitralica trattati con le medicine un aumento significativo della sopravvivenza. Anche su questa valvola l’Università di Catania è stata la prima in Italia e, ed è chiaro che nel tempo questi tipi di interventi si sostituiranno sempre maggiormente alla cardiochirurgia con minore invasività per il paziente”.