Eraclea Minoa, si pensa a un concorso internazionale di idee per la copertura del teatro greco

Un concorso internazionale di idee per la nuova copertura del teatro greco di Eraclea Minoa. Copertura che attualmente è inappropriata per la valorizzazione e la fruizione del gioiello archeologico che risale alla fine del IV secolo a.C. e che adesso rischia di sbriciolarsi. E’ uno dei progetti a cui aveva pensato l’ex assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso nell’incidente del boeing 737 Max della Ethiopian Airlines caduto lo scorso 10 marzo ad Addis Abeba; ne aveva parlato a Ribera, lo scorso ottobre, a margine delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Francesco Crispi.

Un concorso internazionale di idee come quello bandito per la copertura dell’Arena di Verona, un progetto che intende portare avanti il direttore del Polo museale di Agrigento Giuseppe Parello. “Faremo tutte le indagini necessarie, le analisi del materiale calcareo e delle strutture per capire come intervenire con ulteriori interventi protettivi, però non c’è dubbio – spiega Parello al Giornale di Sicilia – che l’idea è quella, di smantellare la struttura esistente. Una struttura nata come provvisoria e che dunque in qualche modo deve essere smontata e cambiata. Dobbiamo trovare la migliore soluzione anche con un concorso internazionale di idee, l’impalcatura che c’è adesso – sottolinea il direttore del Polo museale agrigentino – non è assolutamente la soluzione adatta per valorizzare e proteggere un patrimonio archeologico come il teatro di Eraclea Minoa”.

Il teatro è stato anche di recente oggetto di restauri consistenti nel consolidamento lapideo e nella copertura provvisoria della gradinata. A sollecitare ulteriori e urgenti interventi, nei mesi scorsi, la deputata regionale del Movimento 5 stelle Roberta Schillaci che ha presentato una richiesta di audizione in commissione Cultura all’Ars “per individuare misure e interventi finalizzati a salvaguardare un monumento dalla storia millenaria. Il teatro greco di Eraclea Minoa rischia di sbriciolarsi a causa degli agenti atmosferici ma anche di interventi poco adeguati che ne hanno accelerato l’erosione per via della copertura installata negli anni ‘70. Occorre fare il possibile – ha scritto la deputata – per salvare il teatro, metterlo in sicurezza, potenziarne la fruibilità e dotarlo di un adeguato sistema di illuminazione pubblica, dato che allo stato è al buio. Un progetto di recupero del teatro sembrerebbe esserci già e se così fosse, vogliamo capire – ha sottolineato la Schillaci – perché giace nei cassetti”.

Il teatro antico di Eraclea Minoa, posto sul punto culminante della collina, è in parte scavato nella roccia di tufo, costruito con conci di marna molto friabile e di facile erosione. Presenta le caratteristiche geometriche e strutturali del IV secolo a.C. con la sua cavea semicircolare rivolta verso il mare. Ha un diametro di 33 metri, è diviso i nove settori da otto scalette, per un numero di dieci ordini di sedili, preceduti dai seggi con spalliera e braccioli. Successivamente venne trasformato e ingrandito. Sulla collina sovrastante il teatro sono state scoperte le vestigia di un santuario ellenistico e sono state localizzate due necropoli una arcaica (fine VI secolo a.C.) e l’altra ellenistica (fine IV secolo a.C.). Il teatro risulta abbandonato fra il II e il I sec.a.C. quando alcune strutture dell’abitato di I strato (identificato con la colonia di Rupilio) si addossano ai muri di testata della gradinata. Il teatro è stato oggetto di recenti restauri consistenti nel consolidamento lapideo e nella copertura provvisoria della gradinata. Sono in parte visibili anche i resti della cinta muraria della città costruita tra la fine del VI e la fine del IV secolo a.C., della lunghezza stimata di circa 6 chilometri. A nord-est delle mura si riconoscono ancora otto torri quadrate, il quartiere delle abitazioni ellenistiche e romane con impianto urbanistico ad “insulae”, separate da strade parallele.