Vinitaly 2019, premiati 8 vini Milazzo al concorso 5StarsWines: ”Felici e orgogliosi”

“Iniziamo il Vinitaly 2019 felici e orgogliosi di aver ricevuto il Premio Enologico Internazionale 5StarsWines per 8 dei nostri vini. Vi aspettiamo dal 7 al 10 Aprile al padiglione 2 (stand 86E-91F) per degustare i vini premiati”. Lo annuncia su Facebook, alla vigilia del salone internazionale dei vini a Verona, l’Azienda Agricola G. Milazzo di Campobello di Licata (Agrigento) guidata da Giuseppina Milazzo e Saverio Lo Leggio.

5StarWines è la selezione annuale di vini organizzata da Vinitaly. Tenuta appena prima della più grande fiera sul vino italiano al mondo, l’evento è ora alla sua terza edizione. 5StarWines è una degustazione di tre giorni che punta i riflettori su tutte quelle cantine che investono nel miglioramento dei loro prodotti. Durante l’evento, una giuria di professionisti del settore altamente qualificati degusta e da un voto in centesimi ai vini partecipanti.

Ecco gli 8 vini dell’Azienda Agricola G. Milazzo premiati all’edizione 2019 di 5StarWines: 91 punti: Maria Costanza rosso 2017 – Maria Costanza rosso riserva 2013 – Duca di Montalbo 2004. 90 punti: Maria Costanza rosso 2016 – Fancello rosso 2017 – Terre della Baronia rosso 2015 – Spumante Milazzo V38AG – Terre Tardive vendemmia tardiva.

Per i Milazzo produrre vini è una vera “questione di famiglia” che ne ha fatto i primi produttori di spumanti con metodo classico in terra di Sicilia. Un cammino che prosegue nel segno della valorizzazione della tradizione aziendale, con Giuseppina Milazzo e Saverio Lo Leggio, coppia nella vita, uniti nella volontà di dare continuità alla produzione Milazzo. Tra i primi viticoltori siciliani, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, ad esaltare la vinificazione da vitigni autoctoni siciliani. Questo ha consentito nel corso degli anni, insieme ad altri nomi eccellenti, al recupero della tradizione vitivinicola dell’isola senza tralasciare la sperimentazione e innovazione, che ha portato tra le altre l’adozione in Sicilia delle uve Chardonnay con il preciso intento di arrivare a produrre un grande spumante Metodo Classico Siciliano. L’aspetto più interessante del modo di “fare vino” della famiglia Milazzo è rappresentato dal lavoro instancabile in vigna. Il miglioramento naturale dei vitigni è il frutto di un percorso di oltre cinquant’anni che continua ancora oggi. La ricerca della perfetta combinazione tra selezione dei cloni e biotipi, la scelta dei terreni in funzione delle caratteristiche del microclima in ogni contrada della tenuta.

“Ricerca e sperimentazione – si legge sul sito dell’azienda – sono da sempre parte integrante del nostro lavoro, con l’obiettivo di perfezionare la coltivazione della vite e la vinificazione delle uve; una condizione indispensabile per produrre sia vini bianchi e rossi che vini spumanti, realizzati secondo il Metodo Classico, di qualità superiore. Il nostro campo sperimentale è la fucina dove, in collaborazione con ricercatori ed Istituti di varie zone, abbiamo realizzato negli anni un programma di valorizzazione dei cloni, selezionati tra le cultivar esistenti in Azienda, per ottenere piante sane e particolarmente adatte al miglioramento della qualità dei vini che produciamo. Lo stesso approccio viene portato avanti da anni anche nell’ambito dello studio delle forme di allevamento, al fine di individuare le migliori tecniche che permettano di coniugare gli obiettivi di qualità e tipicità dei vini, con i particolari aspetti di un clima tipicamente mediterraneo arricchito dagli sbalzi termici dell’alta collina”.

“L’utilizzo delle macchine è relegato al solo impiego dei trattori per la gestione del terreno tra le file, mentre nel filare le erbe infestanti vengono estirpate con la zappatura manuale. Nella coltivazione si ricorre in modo esclusivo all’impiego di fertilizzanti organici per garantire la genuinità del prodotto e proteggere le falde acquifere da possibili alterazioni. La nostra filosofia produttiva è votata alla creazione di vini di struttura, aromatici e da invecchiamento. La fittezza degli impianti è uno dei fattori chiave per ottenere questi risultati. Abbiamo una media attorno alle 5000 piante per ettaro; questo consente di ridurre sia la carica per pianta che la taglia della pianta stessa. Ne derivano un maggior potenziale qualitativo, minori esigenze idriche (perciò un migliore adattamento al clima), anticipo della maturazione con migliori condizioni fitosanitarie.

La potatura viene effettuata esclusivamente a mano. La selezione delle gemme e dei tralci rappresenta un passaggio molto delicato per poter ottenere la giusta carica di grappoli da ogni pianta ed avere certezza di ottenere uve di grande qualità. Non solo, al fine di ottenere un rapporto equilibrato tra foglie e grappoli, riduciamo la carica produttiva praticando il diradamento dei grappoli. Raccolta manuale: effettuiamo una vendemmia selezionata che avviene esclusivamente con l’utilizzo di cassette da circa 14 kg che vengono, accuratamente, lavate ad ogni utilizzo. Le uve raccolte nelle singole cassette vengono subito trasferite in cantina. Le stesse cassette vengono quindi stoccate in apposite celle frigorifere a temperatura controllata”.