Si rinnovano i riti della Settimana Santa nell’Agrigentino, fedeli e turisti si preparano alla Pasqua

Si rinnovano i riti della Settimana Santa che nell’Agrigentino, oltre ad essere molto sentiti da tanti fedeli, richiamano migliaia di turisti attratti da tradizioni e processioni, suggestive rappresentazioni antiche e moderne. “Un evento così importante, come la morte del Figlio di Dio per i peccati degli uomini e della sua risurrezione per la divinizzazione nostra, il nostro popolo non poteva tacere e neppure minimizzare. Lo annunciano paese per paese, non c’è comune della nostra Provincia e Arcidiocesi escluso, per come lo Spirito ha dato loro modo di comprenderlo”,  spiega don Mimmo Zambito, giudice al Tribunale ecclesiastico diocesano di Agrigento. “E lo comprendono, facendo del mistero centrale della nostra fede, evento di riflessione teologica con l’intera vita, non solo con l’intelligenza dei singoli, ma con la vita dell’intero popolo. Queste rappresentazioni – aggiunge – sono uno spaccato di come la nostra gente vive il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo”. Il sacerdote riprende le parole di Papa Francesco per riflettere sulla Passione di Cristo: “Ciascuna porzione del popolo di Dio, traducendo nella propria vita il dono di Dio secondo il proprio genio, offre testimonianza alla fede ricevuta e la arricchisce con nuove espressioni che sono eloquenti. Si può dire che il popolo evangelizza se stesso”.

I riti della Settimana Santa hanno preso il via con la Domenica delle Palme e proseguiranno fino a Pasqua. Sul sito diocesiag.it sono stati pubblicati i programmi delle iniziative in diversi paesi della provincia, dove ogni rappresentazione ha caratteristiche e scenari diversi. Grande partecipazione, domenica scorsa, alla “Drammatizzazione vivente della passione di Cristo” portata in scena a Santa Margherita Belice dai giovani dell’associazione culturale e religiosa “Il sale della terra”. La via Crucis è stata rappresentata in ventidue  scene, duecento i figuranti coinvolti, Gaspare Ciaccio nel ruolo di Gesù è da Carmela Calafato in quello della Madonna.

Tra le rappresentazioni più note nell’Agrigentino quella che va in scena con 150 personaggi a Cianciana, dove lo scorso ottobre, l’associazione la “Settimana Santa” presieduta da Gerlando Dangelo, ha promosso la “XIV Assemblea Nazionale di Europassione per l’Italia” e il convegno nazionale “Le Sacre Rappresentazioni: Patrimonio Immateriale dell’Unesco”, che ha riunito 32 delegazioni di 16 regioni d’Italia. Nelle scorse settimane l’associazione ciancianese è andata in scena a Matera, capitale europea della cultura per l’anno 2019. Gerlando Dangelo, Domenico Tornatore, Alfonso Di Maria, Salvatore Di Frisco, Gianluca Loria, Antonino Savarino, Carolina Cicchirillo e Maria Sciurba, hanno interpretato la Madonna, il flagellatore e i soldati romani in un percorso itinerante, assieme ai rappresentanti degli altri 40 gruppi di altre città d’Italia e d’Europa del “Teatro della Passione”.

A Cattolica Eraclea la Settimana Santa è una delle tradizioni più antiche del paese. Suggestivo il percorso della via Crucis sul monte San Calogero in cui si trova il maestoso Calvario, luogo d’interesse culturale che offre uno scenario molto simile al Golgota fuori le mura di Gerusalemme su cui, secondo i vangeli, Gesù fu crocifisso. Dal lunedì al giovedì i momenti religiosi e di riflessione si svolgono all’interno delle chiese. In scena le confraternite, denominate “Cappe”: persone di età varia che indossano una tunica e un cappuccio entrambi di colore bianco, ma differiscono nel colore della mantellina secondo la parrocchia di appartenenza. Il Venerdì Santo è il giorno più atteso: tra tradizione, suggestione e misticismo si rende la funzione ancora di più affascinante. L’urna dove si trova il Cristo morto e la Madonna Addolorata, sono entrambe portate a spalla dalle “Cappe” tra i canti in vernacolo e i “Lamenti”, antiche strofe corali funebri. La domenica di Pasqua, in piazza Roma, il tradizionale “Incontro”.

Ravanusa si rinnova l’appuntamento con la  “Scinnenza” promossa dalla parrocchia Santa Croce: durante la giornata del Venerdì Santo la cittadina si trasforma in un immenso teatro dove prende vita un’antichissima tradizione popolare che si rinnova ogni due anni di generazione in generazione. Attraversando le vie cittadine Gesù con la Croce viene condotto al Calvario, luogo storico davanti la chiesa Santa Croce. Durante il percorso di salita al Calvario Gesù cade tre volte dove incontra Sua Madre, poi la Veronica che lo conforta e ne asciuga il volto che rimane impresso nel panno bianco ed infine incontra il Cireneo, a cui viene imposto di aiutare Gesù. Arrivati al Calvario, inizia la “Scinnenza” dove in varie scene tutti i personaggi, con costumi tradizionali dell’epoca, si alternano nella rappresentazione drammatica della morte di Gesù.

A Burgio la processione della statua della Madonna Addolorata e la Via Crucis sono solo alcuni degli eventi che fanno da cornice al giorno del Venerdì Santo che, insieme alla domenica di Pasqua, rappresentano il culmine di un insieme di riti che fanno della Settimana Santa di questo paesino montano uno degli appuntamenti più suggestivi del panorama regionale.

Altre manifestazioni popolari e religiose suggestive in scena ad Agrigento, Aragona, Bivona, Campobello di Licata, Canicattì, Porto Empedocle, Siculiana, Naro. Tutte le informazioni sul sito diocesiag.it.