Vino, 5 medaglie d’oro per Milazzo al Challenge International du vin di Bordeaux 2019

Cinque medaglie d’oro, una medaglia d’argento e una di bronzo: l’Azienda Agricola G. Milazzo ancora una volta porta in alto il vessillo della Sicilia al Challenge International du vin di Bordeaux 2019. Nuova incetta di premi per i vini prodotti dall’azienda agricola di Campobello di Licata (Agrigento) guidata da Giuseppina Milazzo e Saverio Lo Leggio, che anche quest’anno si conferma tra le aziende italiane più premiate a Bordeaux. Ecco i cinque vini Milazzo premiati con medaglie d’oro al Challenge International du vin di Bordeaux 2019: Maria Costanza bianco; Selezione di Famiglia ’17, Selezione di Famiglia ’10; Maria Costanza rosso ’13; Duca di Montalbo ’04. Medaglia d’argento per Duca di Montalbo ’11 e di bronzo per Selezione di Famiglia ’08.

Per i Milazzo produrre vini è una vera “questione di famiglia” che ne ha fatto i primi produttori di spumanti con metodo classico in terra di Sicilia. Un cammino che prosegue nel segno della valorizzazione della tradizione aziendale, con Giuseppina Milazzo e Saverio Lo Leggio, coppia nella vita, uniti nella volontà di dare continuità alla produzione Milazzo. Tra i primi viticoltori siciliani, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, ad esaltare la vinificazione da vitigni autoctoni siciliani. Questo ha consentito nel corso degli anni, insieme ad altri nomi eccellenti, al recupero della tradizione vitivinicola dell’isola senza tralasciare la sperimentazione e innovazione, che ha portato tra le altre l’adozione in Sicilia delle uve Chardonnay con il preciso intento di arrivare a produrre un grande spumante Metodo Classico Siciliano. L’aspetto più interessante del modo di “fare vino” della famiglia Milazzo è rappresentato dal lavoro instancabile in vigna. Il miglioramento naturale dei vitigni è il frutto di un percorso di oltre cinquant’anni che continua ancora oggi. La ricerca della perfetta combinazione tra selezione dei cloni e biotipi, la scelta dei terreni in funzione delle caratteristiche del microclima in ogni contrada della tenuta.

“Ricerca e sperimentazione – si legge sul sito dell’azienda – sono da sempre parte integrante del nostro lavoro, con l’obiettivo di perfezionare la coltivazione della vite e la vinificazione delle uve; una condizione indispensabile per produrre sia vini bianchi e rossi che vini spumanti, realizzati secondo il Metodo Classico, di qualità superiore. Il nostro campo sperimentale è la fucina dove, in collaborazione con ricercatori ed Istituti di varie zone, abbiamo realizzato negli anni un programma di valorizzazione dei cloni, selezionati tra le cultivar esistenti in Azienda, per ottenere piante sane e particolarmente adatte al miglioramento della qualità dei vini che produciamo. Lo stesso approccio viene portato avanti da anni anche nell’ambito dello studio delle forme di allevamento, al fine di individuare le migliori tecniche che permettano di coniugare gli obiettivi di qualità e tipicità dei vini, con i particolari aspetti di un clima tipicamente mediterraneo arricchito dagli sbalzi termici dell’alta collina”.