Siculiana, tutto pronto per la Festa di Lu Trì Maju

Dopo i riti della Settimana Santa fervono i preparativi per altre manifestazioni popolari e religiose che si terranno nei prossimi giorni nell’Agrigentino in occasione della celebrazione del Santissimo Crocifisso.

A Siculiana inizierà il 29 maggio prossimo la festa del Santissimo Crocifisso, tra le più popolari e partecipate della Sicilia, che celebra un’antica tradizione religiosa che si conclude con i solenni festeggiamenti del 3 maggio. A presiedere le funzioni religiose sarà l’arciprete don Giuseppe Carbone. Viene chiamata in dialetto “Festa di lu Tri di Maju” anche se i fedeli provenienti da ogni parte della provincia, già molti giorni prima, si recano all’antico santuario, facendo chilometri a piedi scalzi, per sciogliere davanti al Crristo nero la propria promessa votiva. Il Crocifisso nero di Siculiana, di probabile epoca seicentesca, ha una lunga storia; secondo la tradizione popolare il pregevole simulacro era diretto a Burgio, trasportato da alcuni carrettieri che sostarono proprio nei pressi del castello chiaramontano di Siculiana. Pare che un cieco sedendosi sulla cassa contenente la statua, guarì. Ravvisando nel miracolo un segno della volontà divina, i siculianesi pretesero di tenersi il crocifisso: lo ottennero dopo aver vinto una sfida con i burgitani.

“Il simulacro del SS Crocifisso – spiega Tonino Casatuto su siculianaonline.it –  è una scultura in leccio smaltato marrone scuro, raffigurante il Cristo appena spirato e poggiato di peso sulle ginocchia piegate. Sembra quasi si stacchi dalla croce e protendere verso chi lo guarda sprigionando dal volto notevole intensità di espressione. Ogni 3 maggio il simulacro viene portato in processione con tipici bruschi movimenti e picchiate della vara che la credenza popolare attribuirebbe alla volontà del Santo. Diverse manifestazioni prodigiose sono state ascritte alla storia del taumaturgo Santissimo Crocifisso tra cui quelle del 1843 e del 1897, quando durante la processione il fercolo o ‘vara’ che alloggia il Crocifisso ebbe dei comportamenti razionalmente inspiegabili. L’attuale vara venne concepita nel 1848 come sormontata da un tempietto a mo’ di cielo, ma a causa della grande mole che ne rendeva difficoltoso il trasporto in processione, la copertura venne rimossa e sistemata nella Cappella del Battistero, sul fonte battesimale. Il fercolo per tradizione viene portato a spalla in processione da fedeli che nella maggior parte dei casi si tramandano il privilegio da padre in figlio”.

Proponiamo il video di una passata edizione