Coldiretti: oltre 5 milioni gli italiani in vacanza per il 1° maggio, consigli per il picnic perfetto

Con i rientri del fine settimana si sono concluse le vacanze di oltre 2 italiani su 3 (70%) che avevano programmato un viaggio approfittando della fortunata combinazione di ponti nel periodo compreso tra la Pasqua, 25 aprile e il primo maggio. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ che evidenzia peraltro che ci sono circa 5 milioni di italiani fortunati che trascorreranno in vacanza il giorno dei lavoratori. Tra i souvenir di viaggio dei turisti italiani nei ponti primaverili – sottolinea la Coldiretti – il preferito è stato quello alimentare, con i prodotti tipici che sono scelti come ricordo ideale da riportare a casa o regalare ad amici dal 45% dei vacanzieri, largamente davanti a prodotti artigianali e gadget.

Non è un caso che oltre 1/3 della spesa in vacanza in Italia – rileva la Coldiretti – è destinata alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche in mercati, feste e sagre di Paese. L’alimentazione non solo è diventata la principale voce del budget turistico ma spesso – sottolinea la Coldiretti – e spesso indirizza le destinazioni. Infatti – precisa la Coldiretti – nella scelta della meta del viaggio il 59% dei turisti italiani valuta come importante o importantissima la presenza di un’offerta enogastronomica e fra le esperienze più apprezzate ci sono, nell’ordine, la visita a un’azienda agricola (39%), di una cantina (31%) e di un caseificio (27%), secondo l’ultimo Rapporto sul turismo enogastronomico 2019.

Il cibo – conclude la Coldiretti – è diventato il vero valore aggiunto della vacanza Made in Italy che può contare sul primato dell’agricoltura più green d’Europa con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche, 23mila agriturismi, la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm), 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%).