Migranti africani portano il Cristo nero, il MeTe: ‘’Religione e cultura strumenti di integrazione’’

“E’ fatto storico senza precedenti perché tradizionalmente il fazzoletto per portare il Cristo Nero viene assegnato su base ereditaria e a Siculiana questa è una tradizione popolare e religiosa molto sentita, così come la festa del Santissimo Crocifisso in generale che viene apprezzata non solo dai siculianesi ma anche da tante persone che arrivano da ogni parte della Sicilia”. Lo ha detto al Giornale di Sicilia Stefano Siracusa, presidente dell’associazione Alt che gestisce il Museo della Memoria e del Territorio.

Ieri per la prima volta nella storia anche i migranti africani sbarcati sulle coste agrigentine hanno portato ieri la vara del Cristo nero. Alcuni ospiti ghanesi del centro d’accoglienza di Villa Sikania hanno ricevuto dall’arciprete don Giuseppe Carbone il fazzoletto rosso in qualità di portatori del simulacro del Santissimo Crocifisso. Un fatto storico che arricchisce di nuovi significati una delle feste religiose e popolari più partecipate in Sicilia.

“La consegna del fazzoletto di portatori agli immigrati – ha aggiunto Siracusa  – non è un’iniziativa mediatica fine a se stessa ma un gesto storico che assume grande importanza, è simbolo di integrazione e multiculturalità. La religione ha fatto da strumento di integrazione così come la cultura, in questi anni abbiamo già coinvolto i migranti in alcune nostre iniziative e continueremo a farlo perché riteniamo che sia un arricchimento culturale significativo sia per noi che per loro”.