Corruzione, assolto in appello l’ex presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orso

«Assoluzione perché il fatto non sussiste»: i giudici della Corte di Appello di Palermo ribaltano la sentenza di primo grado e cancellano la condanna a quattro mesi di reclusione per l’accusa di «corruzione per l’esercizio della funzione», che era stata inflitta in primo grado, l’11 maggio del 2017, all’ex presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi. L’esponente politico del Movimento per l’autonomia, che ha commentato il lacrime il verdetto, era accusato di essersi fatto dare da un vivaista quaranta palme del suo negozio, destinate alla sua villa di Montaperto, frazione agrigentina, in cambio di un appalto consistente nella vendita all’ente di tutte le piante dell’attività, prossima alla chiusura.

Come riporta il Giornale di Sicilia, i giudici di appello, ai quali si è rivolto il suo difensore, l’avvocato Daniela Posante, hanno cancellato il verdetto con una sentenza di assoluzione nel merito pur trattandosi di un reato, con ogni probabilità, prescritto in quanto commesso nove anni fa. «Non ha commesso alcun reato – ha sostenuto l’avvocato Posante -, manca la prova del collegamento funzionale tra le palme arrivate a casa sua e l’acquisto delle piante fatte dalla Provincia. Senza questo passaggio non esiste alcuna corruzione. Si tratta di due episodi del tutto sganciati fra loro».