Droga e favoreggiamento immigrazione: 8 arresti, anche carabiniere che fece scappare tunisini da Lampedusa

Operazione dei carabinieri di Monza Brianza nelle province di Milano e Reggio Calabria nei confronti di 8 persone (7 in carcere ed una agli arresti domiciliari), ritenute responsabili a vario titolo di peculato, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, accesso abusivo a sistemi informatici e telematici, rivelazione di segreto d’ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ricettazione, favoreggiamento personale, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Monza, su richiesta della Procura, all’esito di un’indagine del Nucleo Investigativo dell’Arma, hanno fatto emergere, tra l’altro, la figura di un appartenente alle forze dell’ordine, arrestato nell’autunno del 2017 perché trovato in possesso mezzo chilogrammo di eroina.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip di Monza Patrizia Gallucci su richiesta del pm Franca Macchia che ha coordinato le indagini del Nucleo investigativo dell’Arma monzese. Nel corso delle indagini, nell’ottobre 2017, era stato arrestato un graduato dell’Arma in servizio a Sesto San Giovanni (Milano) trovato in possesso di mezzo chilo di eroina. Il carabiniere infedele, posto “in congedo per degradazione”, è accusato di aver rubato un documento di identità custodito in caserma, con il quale, d’intesa con un pluripregiudicato calabrese (anch’egli destinatario della medesima misura), sarebbe stato attivato un finanziamento per l’acquisto di un’automobile di cui poi sarebbe stato denunciato il furto per incassare il premio assicurativo, mentre la vettura sarebbe stata venduta all’estero. Dall’attività investigativa, sono emerse altre accuse nei confronti del militare: consultazioni abusive alla banca dati delle forze dell’ordine, detenzione illegale di stupefacenti, spaccio e corruzione.

Tra gli episodi contestati al carabiniere, l’aver preso dosi di droga da uno spacciatore tunisino il cambio del silenzio ed essersi fatto consegnare 600 euro per consentire a due cittadini tunisini “trattenuti” nell’hotspot di Lampedusa (Agrigento) di allontanarsi dall’isola, redigendo false denunce di smarrimento dei documenti a nome di due cittadini romeni per poi consegnarli ai nordafricani in sostituzione dei propri. Gli arrestati sono cinque cittadini tunisini e la fidanzata dell’ex carabiniere (anche lei con passaporto tunisino ed un altro italiano) tutti accusati di detenzione e spaccio di droga. Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari, i carabinieri di Monza hanno effettuato anche una serie di perquisizioni sequestrando alcune dosi di cocaina, strumenti per il taglio e il confezionamento dello stupefacente, e oltre 12mila euro in contanti ritenuti provento di spaccio.