Infrastrutture, dossier Cisl sui cantieri in Sicilia: bloccati 12 miliardi, 1900 punti critici

Investimenti e cantieri a perdere. Opere per dodici miliardi da sbloccare e che, se non affidate mediante gare nel giro di due anni, svaniranno nel nulla. Con la revoca, per inadempienza o noncuranza, degli stanziamenti di Bruxelles. “Per lo piu’ – segnalano Cisl, Fit e Filca siciliane – buona parte di queste opere sono di competenza di Anas e Rete ferroviaria italiana, che hanno fin qui accumulato ritardi che la Sicilia non si puo’ permettere”. Anche perche’ i collegamenti su binario in Sicilia sono lontani anni-luce dallo stato dell’arte del trasporto ferroviario nel nord Europa e all’altro capo del Paese. E quanto al sistema della viabilita’, “gran parte delle strade dell’Isola sono state concepite quando i trasporti avvenivano su camion di piccole dimensioni e il traffico era in misura notevolmente inferiore rispetto all’attuale”. Dunque, c’e’ un problema di manutenzione. Ma ce n’e’ anche uno, a monte, di “adeguamento e riprogettazione in funzione dei nuovi volumi di traffico”. Insomma, la rete delle infrastrutture in Siciliarimanda all’immagine di una groviera. O anche di una galassia tappezzata di mille buchi neri. Il tema, e’ il cuore del libro bianco “Connettere la Sicilia” elaborato dal sindacato guidato nell’Isola da Sebastiano Cappuccio.

In Sicilia sono 1900 i “punti di criticita’” che pesano sull’incerto stato dei viadotti. Al riguardo “si e’ in attesa – si legge nello studio – che l’Anas fornisca l’esito del monitoraggio per gli interventi da eseguire”. Il libro bianco della Cisl segnala la “situazione di stallo di molti cantieri, con 268 opere bloccate o in difficolta’ a vario titolo, per un valore di 4,7 miliardi”. E fa l’elenco di una serie di opere per la cui realizzazione sarebbe necessario un colpo d’acceleratore: dall’anello autostradale Gela-Agrigento-Castelvetrano per il quale “si sta avviando solo ora con colpevole ritardo” la progettazione di fattibilita’ tecnica ed economica, ad alcuni assi fondamentali come la Agrigento-Caltanissetta e la Palermo-Agrigento “per il cui completamento mancano lavori per 200 milioni complessivi oltre alla ricerca di soluzioni adeguate per pagare fornitori e creditori dell’impresa in crisi”. Ma il dossier fa luce anche sul caso della superstrada Ragusa-Catania che dovrebbe gia’ essere in attivita’, in teoria, grazie a un project financing tra Sarc srl (55%), Anas (18%) e Regione (27%). La telenovela lunga un paio di decenni e che avrebbe potuto far leva su risorse per piu’ di 800 milioni, non e’ pero’ ancora arrivata al capolinea. Per il Cipe, se per un verso l’opera ha rilevanza strategica, per un altro poggia su un piano economico-finanziario di dubbia sostenibilita’. Riguardo poi ai collegamenti autostradali, il dossier rileva che l’attuale sistema di autostrade in Sicilia “e’ gestito da due enti (il Cas e l’Anas) ed e’ interamente a due corsie”.

L’anomalia del Cas. E a proposito di Cas, per Cisl, Fit e Filca regionali, la vicenda del Consorzio per le Autostrade Siciliane e’ assai singolare, per dirla cosi’. Perche’ il Cas e’ un ente pubblico non economico che produce ricchezza grazie agli incassi dei pedaggi che riscuote per i 222 chilometri di autostrade che tiene in portafoglio. Ma chiude da sempre in passivo i propri bilanci ne’ riesce a destinare risorse alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle arterie autostradali che formalmente cura. Cosi’ quegli assi “versano in condizione di abbandono”. Le strade provinciali. Complessivamente, nelle nove province dell’Isola si estendono per 14.717 chilometri. In gran parte di percorsi precari e dissestati. Sulla carta esiste un piano d’interventi straordinario per rimettere in sesto 70 strade, che puo’ giovarsi di 100 milioni messi a disposizione da patto per il Sud e accordo di programma quadro. Ma il dato e’ che la viabilita’ secondaria resta uno dei talloni d’Achille della regione. Ed e’, al momento, un freno tirato sullo sviluppo dell’Isola. Sono 10 gli interventi attesi per 6.580 milioni. Enna: 1.373 chilometri. Gli interventi programmati sono 8 per 8.100 milioni. Ragusa: 868 chilometri. Previsti 6 interventi per 5.240 milioni. Siracusa: 1.554 chilometri per i quali sono stati messi in conto 5 interventi per 11.133 milioni.

La rete ferroviaria e’ composta da 1369 chilometri di linee i cui tracciati “sono, di massima, rimasti quelli originari e tortuosi”. Nonostante gli ingenti stanziamenti finanziari e gli obiettivi fissati nel decreto Sblocca Italia (164/2014), “non e’ stato ancora avviato alcun progetto” riguardo alla velocizzazione e al raddoppio del binario della ferrovia Palermo-Catania, “ad eccezione del tratto Bicocca-Catenanuova”. “Occorre sbloccare – si legge – il raddoppio della tratta Messina-Catania e ripristinare il collegamento ferroviario interrotto, dal 2011, tra Palermo e Trapani via Milo”. E a mezz’aria restano l’anello ferroviario di Palermo e il passante ferroviario di Palermo e Catania. Il trasporto aereo. Perche’ possa liberare le potenzialita’ di cui e’ naturalmente portatore nella regione i cui principali aeroporti (Palermo e Catania) si piazzano tra i primi dieci d’Italia, sarebbe opportuna, sottolinea il libro bianco Cisl, “la creazione di due grandi hub nell’Isola” che abbiano in Palermo a ovest e Catania a est, i due poli del sistema aeroportuale regionale. Due hub che consentano di superare le criticita’ emerse nella gestione degli aeroporti minori, Trapani e Comiso. Si stima che entro i prossimi dieci anni il traffico totale degli aeroporti dell’Isola tocchi quota 28 milioni di passeggeri, dieci in piu’ degli attuali. E sara’ un incremento tra i piu’ alti nel Paese con la quota maggiore prevista per Fontanarossa e a seguire per il Falcone-Borsellino. (AGI)