Emigrazione, Bankitalia: quintuplicata in 10 anni, il Sud più colpito

Non è l’immigrazione bensì il suo contrario il vero problema economico e sociale dell’Italia: lo ribadisce, in uno dei suoi passaggi contenuti relazione annuale, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che parlando dello stato del Paese sottolinea come “l’ emigrazione dei giovani ha raggiunto lo 0,5 per cento nel 2017, quintuplicandosi nell’arco di dieci anni; quella dei laureati, pari allo 0,4 per cento, è raddoppiata”. Una situazione che come sempre, spiega Visco, colpisce soprattutto il Mezzogiorno, “che ha risentito più del resto del paese della doppia recessione”. Secondo il governatore di Bankitalia “le regioni del meridione stanno subendo un ulteriore impoverimento per l’emigrazione delle loro risorse più giovani e preparate, in massima parte verso il centro nord del paese” ma anche all’estero “negli ultimi dieci anni il saldo migratorio complessivo è stato leggermente positivo, ma si è osservato un sensibile deflusso netto di giovani laureati”. Solamente a Sicilia, a titolo di esempio, dal 2002 ad oggi ha perso oltre 140 mila residenti attraverso trasferimenti netti verso altri territori nazionali, mentre i siciliani che hanno trasferito la residenza all’ estero negli ultimi quattro anni, dal 2013 al 2016, sono stati quasi 38 mila. A lasciare la Sicilia sarebbero prevalentemente i giovani tra i 25 e i 35 anni. (9Colonne)