Sequestro parcheggio a Bovo Marina, il procuratore aggiunto Vella: ”L’attività è solo all’inizio, al momento ci sono 8 indagati”

“L’attività è solo all’inizio, al momento ci sono otto indagati ma la scelta è stata quella di intervenire con un provvedimento urgente di sequestro perché la stagione estiva è nel vivo. Una vasta area pubblica è stata sfruttata per scopi privati. La tutela dell’ambiente rappresenta uno dei principali obiettivi della Procura della Repubblica. In questo primo scorcio di indagine abbiamo accertato che, negli anni scorsi, c’è stata un’ampia complicità della pubblica amministrazione che ha rilasciato della documentazione illegittima che dimostrava dei titoli di proprietà che, in realtà, non esistevano”.

Lo ha detto il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, illustrando i retroscena dell’inchiesta sul maxi posteggio abusivo di Bovo Marina, durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il sostituto procuratore Gloria Andreoli, il comandante della polizia municipale di Montallegro Pasquale Campisi e il comandante della Capitaneria di porto Gennaro Fusco.

“Abbiamo ripristinato la legalità e restituito alla gente un’area che le apparteneva”,  ha detto il comandante dell’Unione dei Comuni di Bovo Marina, Eraclea Minoa e Torre Salsa Pasquale Campisi.

“Le indagini – ha spiegato il pm Gloria Andreoli – sono durate un anno, nel corso del quale sono stati esaminati numerosi documenti. L’area dove è stato allestito il posteggio era inalienabile e inespropriabile perchè di proprietà del demanio, i privati se ne sono appropriati in maniera indebita”.

“L’indagine documentale che ha accertato la falsità della proprietà privata – ha sottolineato il comandante della Capitaneria di porto Gennaro Fusco – è stata molto complessa”.