Dai terreni confiscati alla liberazione dalla droga, vino come riscatto nell’Alto Belice Corleonese

Storie di vino, storie di vita e di riscatto. Come quelle di Centopassi di Libera Terra, che coltiva 65 ettari di vigna in Sicilia, nell’Alto Belice Corleonese, paesaggi mozzafiato in una terra difficile, confiscati in via definitiva alla mafia. Vitigni di Catarratto, Grillo, Perricone, talvolta piantati dai mafiosi in passato, altre volte ex novo. Tutti simbolo di una rinascita. O ancora quella che vede il vino e i suoi produttori impegnati in un progetto con la Comunita’ di Sant’Egidio per sconfiggere l’Aids nell’Africa Sub sahariana. Oppure quello dei ragazzi ospiti della Comunita’ di San Patrignano, per i molti usciti dal tunnel della droga il vino puo’ essere motivo di vita. Infine, anche quello del lusso, qualcosa che sta scemando nelle citta’: anche in questo caso il vino ci mette “lo zampino” con le cantine, i resort, le camere su vigna. Queste alcune delle storie raccontate al “Forum internazionale della cultura del vino”, promosso dalla Fondazione Italiana Sommelier oggi a Roma.

Un evento che ha come slogan “Dalla vite alla vita”. Nel primo caso, come spiega Giovanni Ascione, di Centopassi di Libera Terra, “Si tratta del riscatto di terre (Sicilia, Calabria, Campania), per troppo tempo umiliate da gente schifosa, rinate a nuova vita”. “Non siamo eroi- prosegue Ascione – neppure persone speciali. Solo persone che lavorano”. Nel secondo, invece, come spiega Mario Marazziti, della Comunita’ di Sant’Egidio, tramite l’aiuto dei viticoltori “si e’ dato vita al piu’ grande progetto di contrasto dell’Aids nell’Africa Sub sahariana. Sono nati 98 bimbi sani da mamme con Aids conclamato o sieropositive” .Alla comunita’ di San Patrignano, invece, come spiega Roberto Dragoni, “la cantina e’ un’attivita’ produttiva e commerciale vera e propria, legata a qualita’, produzioni e al sostentamento della comunita’ stessa”. Infine, attraverso il vino si puo’ riscoprire il lusso. “Il lusso- rileva il presidente della Fondazione italiana sommelier, Franco Maria Ricci- e’ conoscere il vino e capirlo. Guardarlo e comprenderlo. Capirne la grandezza culturale”.(ANSA)