Sequestro maxi posteggio Bovo Marina, sindaco e maggioranza replicano agli indagati: si parcheggia liberamente

Il sindaco di Montallegro, Caterina Scalia, gli assessori ed i consiglieri comunali di maggioranza, “a seguito della diffida verso l’amministrazione comunale pervenuta dai legali dei fratelli Manzone, tengono a precisare che – si legge in una nota – dopo circa un anno di indagine della Procura della Repubblica di Agrigento, al fine di verificare gli effettivi titoli di proprietà da parte dei predetti privati, il ritorno alla collettività dell’ area demaniale di Bovo Marina , oggi autorizzata ad essere adibita a parcheggio libero, non costituisce nessun trionfalismo ma giusta restituzione di un bene pubblico alla fruibilità di tutti in modo libero, come sottolineato dalle varie Istituzioni coinvolte.
L’area demaniale è stata concessa con urgenza a parcheggio libero per sopperire alle reali esigenze dei visitatori della nostra rinomata località balneare. Considerato che la stagione estiva è già partita con grande affluenza di residenti, non residenti e turisti si è richiesto all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente U.T.A. di Agrigento l’affidamento in uso dell’area da adibire a parcheggio pubblico.

Questo evento rappresenta per l’Amministrazione comunale anche la possibilità di pianificare al meglio lo sviluppo turistico di Montallegro collegando circa 3500 metri di di litorale e rendendolo fruibile da Bovo Marina ad Eraclea minoa. I consiglieri comunali di maggioranza, gli Assessori e tutta l’amministrazione comunale esprimono piena condivisione e solidarietà all’operato svolto da tutte le Istituzioni, ed in particolare dal Sindaco e dalla Polizia Municipale di Montallegro guidata dal Comandante Pasquale Campisi, dalla Capitaneria di Porto, dalla Guardia Costiera, dal Corpo Forestale e dalla Procura della Repubblica di Agrigento, dalla locale Stazione dei Carabinieri.
Inoltre, viene espresso profondo rammarico e preoccupazione per la vile aggressione manifestata verso gli stessi Carabinieri di Montallegro.

Pertanto, dopo circa un anno di indagine giudiziaria culminata con il sequestro dei giorni scorsi e con la facoltà di utilizzo della stessa area, l’ Amministrazione Comunale ha agito nel rispetto della legalità e alla presenza delle forze dell’ordine, della locale polizia municipale e di diverse autorità istituzionali. E’ stato infatti manifestato un possesso pubblico dopo una specifica autorizzazione giudiziaria, tra l’altro oggi convalidata all’interno dello stesso procedimento, a vantaggio di tutta la comunità locale e all’interno di un potenziale percorso di sviluppo turistico. Non si comprende, dunque, la diffida ricevuta dall’Amministrazione comunale dai legali della controparte”.