Corruzione, Turano e l’incontro con Arata senior: ”Mi parlò di Nicastri”

“Miccichè mi ha chiamato nella sua stanza e incontrai questo giovane. In quell’occasione dissi a Miccichè che il progetto (l’impianto di biometano a Calatafimi, ndr) non lo potevo sostenere politicamente e non ero disponibile a rivedere una posizione che avevo già sostenuto in campagna elettorale perché non potevo appoggiare un progetto inquinante e su cui avevo riserve di natura ambientale”. A ricostruire il primo incontro, avvenuto il 13 luglio, con Francesco Arata, arrestato insieme al padre e a Vito e Manlio Nicastri nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Palermo su un presunto giro di mazzette per ottenere le autorizzazioni in materia energetica, è l’assessore alle Attività produttive dell Regione siciliana, Mimmo Turano, durante la sua audizione in commissione Antimafia all’Ars. Dopo quel primo faccia a faccia Turano incontrò Arata, questa volta senior, il 12 settembre.

“Paolo Arata venne da solo in assessorato – ricostruisce l’assessore -. Fu un discorso ad ampio raggio, parlammo anche dell’aeroporto di Birgi, mi disse che stava realizzando un progetto a Calatafimi e mi chiese se potevo parlare con il sindaco”. In quell’occasione venne fatto il nome di Nicastri. “Mi disse che aveva un consulente, Nicastri, profondo conoscitore della materia, e lamentò ritardi sulle autorizzazioni. Dissi che doveva dirlo agli uffici preposti e lui mi rispose che era stato all’ufficio di Dia Trapani e mi fece vedere il biglietto del capo centro della Dia di Trapani. Ebbi l’impressione che si voleva accreditare come un soggetto che era stato dalla Dia. Lo disse a confermare il racconto che mi aveva fatto”. Dopo quell’incontro Turano incontrò il capo centro della Dia e gli accennò a quella vicenda. “Mi rispose che era a conoscenza e che avrebbe informato i suoi capi”. (Loc/AdnKronos)